“L’aggressione al Sindaco non sembra ci sia stata”

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CIVITAVECCHIA – “La supposta violenza non sembra ci sia stata”. Lo il Consiglio direttivo “Il Trittico” in relazione all’aggressione subita stamattina dal Sindaco Cozzolino, sul quale l’associazione politico-culturale fornisce una differente versione.
“La violenza, sia verbale che fisica, è sempre da condannare – afferma in una nota stampa il Consiglio direttivo – come pacificamente concorda tutta la comunità cittadina, tanto più quella inserita in organismi che, come il nostro, ispirano per statuto la propria condotta-attività all’incontro e al dialogo. Pertanto esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco, ma, ci sia consentito, anche al dipendente, in considerazione del fatto che l’incidente sembra abbia avuto un senso e uno svolgimento alquanto diverso da come è stato inizialmente riportato. Lo scenario è infatti quello di una crisi delle società partecipate che si trascina inesorabile da troppo tempo, il cui personale, privo di ragionevoli prospettive e di pur minime motivazioni, rischia di mese in mese di non essere pagato e comunque viene retribuito con mesi di ritardo. L’amministrazione comunale non pare rendersi conto che oggetto di tali disfunzioni sono delle persone provviste di una loro dignità, aventi talora notevoli carichi di famiglia e gravi obblighi di carattere economico da soddisfare, le quali non possono subire ogni volta, senza avvertire degli autentici moti di ribellione, un tale stato di cose. Il comune resiste invece ad ogni richiesta di adozione di misure rivolte ad eliminare le dette irregolarità, e, da quanto si sa, cerca di dissuadere in qualche modo gli stessi rappresentanti sindacali dall’assumere iniziative di contrasto. E’ chiaro che non si può governare con sistemi del genere!”.
“Quindi – proseguono dal Trittico – sembra che la persona incriminata, priva da mesi di stipendio, stesse reclamando presso il sindaco il pagamento delle proprie competenze e che abbia da questi ricevuto una risposta al limite dell’insolenza cui ha reagito con uno strattone, al quale peraltro il primo cittadino si è subito sottratto, dettato unicamente dalla rabbia. Perciò la supposta violenza non sembra ci sia stata, e comunque la reazione, seppur deprecabile, pare intimamente correlata alla vessazione che subisce il lavoratore che è costretto ogni volta a contendere con il governo cittadino per ricevere le sue spettanze”.

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