“La strana democrazia dei Cinque Stelle”

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CIVITAVECCHIA – Il Movimento Cinque Stelle ha una strana visione della democrazia. In situazioni simili, decide ogni volta in modo diverso e nessuno sa , con certezza, chi prenda le diverse decisioni. Anche se c’è il forte sospetto che le decisioni le prenda GianRoberto Casaleggio in persona. Del resto non è un mistero per nessuno che proprio il fondatore del Movimento approvò la candidatura a Sindaco di Antonio Cozzolino, che garantiva la coalizione spuria (perché non dichiarata) di associazioni e gruppi con il Meet Up originario, per il quale l’attuale Sindaco non era certa la prima scelta, che oggi governa Civitavecchia.
I metodi non trasparenti, le decisioni dall’alto sono una costante anche negli ultimi fatti che riguardano i Cinquestelle. Ad esempio la Sindaca di Quarto ( provincia di Napoli, 40.000 abitanti) Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento con un post di Grillo sul suo blog, in realtà rimane al suo posto, perché il Consiglio Comunale a maggioranza assoluta pentastellata non l’ha sfiduciata. Quindi lei non è più del movimento ma la sua maggioranza si. Non so a voi, ma a noi questo pare una presa in giro.
Anche il caso del Sindaco di Gela (76 723 abitanti, provincia di Caltanissetta, in Sicilia) Domenico Messinese ha risvolti simili: espulso dal Movimento Cinquestelle ma non sfiduciato dai suoi consiglieri, è ancora al Comune. Lui non è più un grillino ma la sua maggioranza si. In fondo tutta questa trasparenza, questo rigore, questa onestà tanto strillata, nella realtà dei fatti si tramutano in ipocrisia, ambiguità e attaccamento al potere.
Anche i motivi della “espulsione” di Messinese suonano strani, alla luce di quanto accade dalle nostre parti. Secondo Grillo, Messinese sarebbe reo di essersi accordato con l’Eni, contrariamente a quanto annunciato in campagna elettorale, e di non essersi tagliato l’emolumento da Sindaco. Evidentemente questo vale per alcuni e per altri no. Cozzolino, ad esempio, non ha subito neppure questa “espulsione”, nonostante si sia anche lui accordato con Enel, contrariamente a quanto annunciato in campagna elettorale, e non ci pare abbia tagliato i compensi né a lui né ai suoi assessori. Questa dev’essere la famosa democrazia “a la carte” del M5S.

Segreteria Partito Democratico

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