“La sinistra fra aspettative e responsabilità”

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CIVITAVECCHIA – L’inizio del nuovo anno è accompagnato in genere da aspettative e speranze, ma nella nostra città a prevalere pare siano invece preoccupazioni e inquietudini.
Per il lavoro innanzitutto: il fallimento delle politiche industriali legate unicamente alla monocultura energetica e l’assenza di vera programmazione e di serie politiche di sviluppo producono stagnazione e conseguente aumento della disoccupazione, giunta ormai a livelli drammatici, soprattutto fra i giovani. E’ più che mai necessaria una inversione di tendenza, per favorire il rafforzamento di filiere industriali alternative, funzionali allo sviluppo di importanti settori economici che pure sono presenti sul territorio. A cominciare da un maggiore sfruttamento del porto, che è la nostra risorsa principe.
Per l’ambiente, tristemente saccheggiato e mercificato; l’altissima incidenza di malattie, legate all’inquinamento, ormai non è più tollerabile. Un giusto equilibrio fra sviluppo e tutela dell’ambiente e del territorio sembra impossibile quando i potentati economici tengono sotto scacco il potere politico e amministrativo, sempre meno in grado di compiere libere scelte. Solo con amministratori liberi, capaci e di alta levatura morale si potrebbe trattare alla pari, senza i ricatti e le costrizioni che purtroppo producono ciò che recentemente abbiamo visto.
Per la mancanza di fiducia nelle istituzioni, prima fra tutte la politica: questo genera i populismi e induce a pericolose scorciatoie, storicamente foriere di sventure. Anche qui, invece, occorrono nervi saldi e tanto lavoro: la democrazia è un esercizio faticoso, va costruita con pazienza e preservata con tenacia.
Per i servizi al cittadino, sempre più inesigibili nonostante gli elevatissimi costi e la tassazione imposta, spesso mirata unicamente agli equilibri di bilancio.
Per il venir meno della solidarietà, del rispetto e della tutela del bene comune; il tessuto sociale si lacera, si sfaldano i rapporti umani e la rete di valori: la città diventa invivibile non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto per la mancanza di coscienza comune e ideali condivisi. Il cambio di passo è la ricerca, obbligata, di un nuovo senso di comunità.
Civitavecchia non è immune dai tempi difficili in cui viviamo, dare la colpa all’antipolitica schizofrenica e alla “fanciullesca” improvvisazione dei nostri attuali amministratori sarebbe facile e riduttivo, ma certo in futuro conteremo i danni provocati da un’amministrazione impreparata e autolesionistica.
Insieme alla necessità di una rinascita morale e collettiva, quindi, c’è l’urgenza di dare quelle risposte di cui la città ha assoluto bisogno. Noi pensiamo che questa giunta non sia all’altezza del compito, ma crediamo anche che solo attraverso la politica sia possibile dare le risposte ai bisogni della gente. Quindi occorre tornare a fare politica, semplicemente.
In questo quadro, la sinistra è davanti ad una sfida difficile: se saprà accantonare e superare diffidenze, sospetti e personalismi e volare alto guardando al comune interesse e agli esempi positivi presenti nel tessuto sociale, potrà costruire l’alternativa politica che serve, altrimenti dovrà solo fare i conti con le proprie responsabilità.

Il Circolo SEL di Civitavecchia

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