La Cna: “Chiediamo la deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali”

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CIVITAVECCHIA – Se nel 2016 l’Imu sugli immobili strumentali fosse deducibile al 100 per cento, a Civitavecchia il peso complessivo del fisco (total tax rate) sulle piccole imprese scenderebbe, in un sol colpo, dall’attuale 63,4 al 60,3 per cento. Si registrerebbe così un calo della tassazione pari al 3,10 per cento: una boccata d’ossigeno per il tessuto produttivo. Il dato emerge da uno studio a cura del Dipartimento Politiche Fiscali e del Centro Studi della CNA.

L’associazione di rappresentanza degli artigiani e delle piccole e medie imprese ha rilanciato proprio oggi, attraverso il proprio presidente nazionale, Daniele Vaccarino, la richiesta al governo per la piena deducibilità di una imposta non a torto considerata odiosa. Perché, come osserva Alessio Gismondi, presidente della CNA territoriale di Civitavecchia e vicepresidente della CNA di Viterbo e Civitavecchia, “si colpiscono beni che non danno reddito, ma sono indispensabili a produrlo. Oltretutto, i laboratori, i negozi e i capannoni sono spesso tassati come se fossero immobili di lusso. Occorre che il governo dia un segnale forte ai piccoli imprenditori, rimuovendo una misura che ostacola lo sviluppo e la creazione di occupazione”.

Attualmente, come si sa, è ritenuto deducibile solo il 20 per cento dell’Imu versata. Se si optasse per la deducibilità totale, sarebbero necessari, secondo stime ministeriali, 630 milioni di euro. Sarebbero soldi ben spesi, secondo la CNA, che invita il governo a concentrare su questo obiettivo le risorse attualmente disponibili nella legge di stabilità in discussione in Parlamento, anziché puntare su tanti micro-interventi che avrebbero un impatto irrilevante ai fini della crescita dell’economia.

La correzione di rotta sollecitata dalla CNA determinerebbe, a livello nazionale, una riduzione del total tax rate dal 62,2 al 58,2 per cento (-4 punti). Nonostante l’auspicato calo del 3,10 per cento, Civitavecchia continuerebbe dunque a registrare una maggiore voracità del fisco rispetto alla media nazionale, attestandosi ancora tra i comuni meno virtuosi ed anzi salendo dal 36° al 25° posto (su 113) nella classifica dei più alti total tax rate. Ricordiamo che dell’Osservatorio permanente CNA analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese nei capoluoghi di provincia italiani e nel territorio di Civitavecchia.

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