“Il Trittico” dice no all’impianto di ossidazione

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CIVITAVECCHIA – La nostra opposizione alla costruzione di un impianto di smaltimento di armi chimiche nella nostra città è netta.
Non ci sfugge, ovviamente, la delicatezza dell’argomento, sappiamo della obiettiva necessità di provvedere alla distruzione di tale materiale che non a caso è disciplinata a livello internazionale, e che quindi obbliga anche l’Italia a fare la sua parte. Ma non è questa una ragione sufficiente per imporre un gravame così pieno di incognite a un comprensorio come quello di Civitavecchia che già difetta decisamente di sostenibilità ambientale.
Tra l’altro, non sappiamo quali e quante sostanze vi verrebbero trattate, se dovrebbero esservi smaltite delle vecchie giacenze nazionali immagazzinate e non utilizzate, o invece del materiale bellico proveniente dall’estero, magari da un tetro di guerra del Medio Oriente. O se si tratti di ambedue le cose.
E neppure ci è noto il processo di smaltimento previsto: se sia basato sull’incenerimento o sul trattamento chimico. Se ne derivino emissioni, oppure sottoprodotti tossici o scarti da sottoporre a un successivo trattamento.
Troppi, insomma, sono i punti oscuri collegati alla eventuale realizzazione di una struttura del genere. Ed è questo il motivo del netto rifiuto che opponiamo.

Il Consiglio direttivo de “Il Trittico”

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