Il Pd solidale con i lavoratori di Tirreno Power

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CIVITAVECCHIA – Lo sciopero dell’intera giornata dei lavoratori Tirreno Power, che stamani hanno dato vita ad un simbolico presidio di fronte alla centrale “concorrente” Enel di TV Nord, è servito a far focalizzare l’attenzione della politica, oltre che dei media, su un’emergenza industriale e lavorativa che si è rivelata irreversibile e sempre più acuta con il passare degli ultimi anni.
È inevitabile perciò riflettere su alcuni accadimenti che hanno condotto questi lavoratori, in gran parte assunti con un concorso pubblico in un Ente statale, a fare i conti con l’incertezza del mantenimento del posto di lavoro per un destino lasciato in mano a quelle banche che a suo tempo finanziarono gli acquirenti dei siti produttivi ceduti dall’Enel a seguito della liberalizzazione del mercato elettrico.
Va ricordato come, proprio a seguito della liberalizzazione del mercato elettrico nazionale, la più piccola delle tre GenCo Enel, nel gennaio 2003, fu acquisita dalla neo costituita Interpower s.p.a (poi divenuta Tirreno Power) che fu valutata ad un prezzo “scontato” proprio per il fatto di essere stata gravata da un numero di lavoratori ex Enel che lavoravano in altri siti con mansioni di staff. Nei documenti che circolavano all’epoca si garantiva comunque la salvaguardia dei posti di lavoro anche per coloro che fatalmente furono etichettati come esuberi, al pari di una merce di magazzino.
Ovviamente, nel tempo, il numero di quest’ultimi è andato progressivamente diminuendo ma ciò che è inaccettabile è che oggi, chi decide sul futuro dei lavoratori di TV Sud pare aver dimenticato che il costo dell’acquisizione della centrale teneva conto di quel “favore” fatto a suo tempo ad Enel.
Oggi il rischio è che questa difficoltà aziendale causi il licenziamento di quarantenni-cinquantenni, regolarmente vincitori di concorso pubblico, peraltro non ancora in possesso dei requisiti pensionistici minimi e quindi con evidenti problemi di reinserimento in settori professionalmente diversi da quelli posseduti, ma anche di molti giovani assunti recentemente nel periodo precedente la crisi risalente a cinque, sei anni fa. Quindi riteniamo fondato il timore delle organizzazioni sindacali aziendali riguardo alle attuali problematiche finanziarie della proprietà che rappresentano il principale impedimento alla realizzazione di un piano industriale di certezza e di rilancio dei cicli combinati a gas metano proprio quando anche nel nostro Paese si pensa di rinunciare ai combustibili più inquinanti.
Di certo, però, non possiamo far ricadere le conseguenze di questa situazione su chi dentro questi impianti ci lavora e continua a produrre con profitto!
Il Partito Democratico ancora una volta è vicino a chi in questo momento lotta per salvaguardare sia il proprio lavoro e affinché le professionalità acquisite negli anni non siano vanificate. Ciò attraverso i suoi rappresentanti istituzionali e politici locali che già stamani hanno espresso la loro solidarietà e nel contempo la disponibilità ad intervenire nelle sedi e nei modi che saranno ritenuti più incisivi e utili alla risoluzione della crisi. Ovviamente farà la sua parte anche l’On. Marietta Tidei, da tempo al fianco dei lavoratori e delle OOSS facendosi interprete delle problematiche con gli organi istituzionali nazionali.
Infine è nostro auspicio che il percorso di attualizzazione degli accordi che l’amministrazione Cozzolino sta perseguendo con Enel a fronte delle convenzioni passate possa essere esteso, oltre all’aspetto economico, anche alla tutela occupazionale compresa quella per l’indotto che vive un periodo di crisi senza precedenti. Problematiche che inevitabilmente aggravano la già precaria situazione occupazionale del territorio, alle prese con molteplici vertenze in atto, alcune delle quali riguardanti centinaia di posti di lavoro. Noi, per quanto possibile, faremo la nostra parte.

La segreteria e il gruppo consiliare del PD

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