“Il costo del dissenso”

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CIVITAVECCHIA – Sanzione pecuniaria di € 150.000 per chi dissente dalle volontà del direttorio e della sua cupola occulta.
Per la Casaleggio Associati & C. questo folle quanto delirante diktat imposto ai candidati cinque stelle per la scelta del prossimo sindaco di Roma è uno dei punti principali di un documento , anzi di un “contratto”, fatto firmare nei giorni scorsi, i cui contenuti sono stati oggi ripresi dai principali quotidiani nazionali.
Al di là della ormai nota storiella riguardante il rispetto di un delirante codice di comportamento che sempre più assomiglia ad un vero e proprio “Mein Kampf” di Hitleriana memoria, quello che più ci preoccupa è l’assoluta deriva ideologica che ormai il movimento sta imponendo sia ai suoi (sempre meno) seguaci sia al concetto di democrazia inteso in senso generale.
Continuando a leggere, troviamo come i punti principali del codice siano identici a quelli già precedentemente applicati nelle elezioni politiche del 2013 ed europee del 2014.
Tutto questo spinge a porci alcuni interrogativi, i quali ovviamente non possono che riguardare anche la classe politica locale pentastellata. Uno è sicuramente di tipo democratico. Come è possibile che, seppur in un momento di deriva antisemita e razzista a cui la maggior parte della società civile e in particolar modo il PD si sta opponendo con fermezza e convinzione, si possa ipotizzare di imporre sanzioni su un pensiero politico, soprattutto se dissidente. La storia purtroppo è piena di perseguitati in vari modi, anche orribili. In epoca fascista era uso comune somministrare coattivamente l’olio di ricino, mentre i gulag sovietici ospitavano centinaia di oppositori al regime. L’imposizione di quelli che decidono le sorti politiche (e non) del Movimento somiglia pericolosamente ai dettami di un regime che non accetta voci e pensieri contrastanti né apre a obiezioni e dubbi legittimi.
Non vorremmo, e questo è il secondo interrogativo, che tale “contratto” sia stato firmato anche da tutti i nostri attuali amministratori, Sindaco in testa. Questo spiegherebbe perché, nonostante tutti i sondaggi e l’opinione pubblica indichino questa giunta come la peggiore del dopoguerra, e l’assoluto immobilismo causa principale della disastrosa crisi cittadina, nessuno, e sottolineiamo nessuno ha pensato di porgere dignitosamente le proprie dimissioni, se non altro per vergogna personale. Ci verrebbe anche da ironizzare sul fatto che tali dimissioni risolverebbero, in parte, molti dei problemi economici e di bilancio.
Il PD, come più volte ripetuto, non accetta lezioni morali da nessuno, tantomeno da chi impone la propria decisione e mette il bavaglio alle voci fuori dal coro.
La discussione, talvolta anche lacerante e soprattutto la libera espressione di pensiero sono alla base della nostra idea di democrazia e di libertà. Esattamente il contrario di Grillo e dei suoi adepti locali.

PD Civitavecchia

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