“Il commercio urbano può rilanciare economia e occupazione”

0
205

CIVITAVECCHIA – Secondo alcuni dati Confcommercio, negli anni 2008 2018, i centri storici hanno perso circa il 10% dei negozi in sede fissa.
In pratica quasi 70mila negozi in meno; crescono negozi di tecnologia, cade il numero di negozi tradizionali che escono dai centri storici: aumentano alberghi e pubblici esercizi.
Sempre secondo l’organizzazione dei commercianti, il 70-80% della riduzione è dovuto a “razionalizzazione e scelte relative a scarsa redditività e competizione con e-commerce, centri commerciali ed Outlet”.
Ovvio che una situazione già grave, a Civitavecchia per consumi e chiusure commerciali, verrà ulteriormente aggravata dall’outlet di Fiumaretta.
Sarebbe invece necessario rafforzare il commercio urbano e contrastare la desertificazione commerciale, presente ormai in zone e vie centrali.
I negozi di vicinato, i pubblici esercizi, svolgono un ruolo economico, ma soprattutto sociale, danno vita a relazioni di prossimità tra persone (leggi il vecchio mercato) spazi fisici ed economie locali; questo avviene sia nei centri storici, ma in particolare nelle periferie, in molti casi degradate per alleviare tensioni sociali e dare sensazioni di sicurezza.
I territori, in particolare il nostro, deve tornare competitivo, con capacità di attrazione; le attività economiche del terziario sono determinanti per la qualità del vivere urbano. E la qualità del vivere urbano è importante per residenti e turisti.
I commercianti che debbono competere con internet, commercio elettronico, poteri finanziari, si trovano poi ad operare in in un sistema territoriale creato ai tempi di Napoleone (province comuni e Prefetture), e con una burocrazia altrettanto arcaica.
La politica, per il momento affaccendata in altre cose, dovrebbe comprendere che un territorio moderno e innovativo, insieme a cultura e turismo determina un sistema produttivo vincente, un un volano per economia ed occupazione.
E l’auspicio che di questo ci sia traccia nei programmi elettorali.

Tullio NunziMeno poltrone più panchine

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY