“Il caos regna sovrano dentro CSP”

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CIVITAVECCHIA – Apprendiamo con estrema soddisfazione che le indagini sul passaggio dei dipendenti della holding/Hcs a Csp Srl, stiano facendo passi avanti.
Quanto da noi affermato nei mesi intercorsi il passaggio dei rami di azienda finalmente potrà avere un imparziale giudizio senza dissertazioni o interpretazioni del momento, come avvenuto fino ad oggi. Come si ricorda sia la UGL che la FIADEL da subito hanno fortemente contestato, verbalizzato e denunciato il clima intimidatorio da parte della politica, che aleggiava tra il personale che non intendeva sottoscrivere la conciliazione volontaria che li vedeva de mansionati rispetto al proprio livello di inquadramento e nonostante non vi fosse alcuna deroga all’art.
2112. Una vera e propria intimidazione che nei fatti veniva perseguita sempre dalla parte politica e dai consulenti da essa nominati, durante lo svolgimento delle varie commissioni paritetiche, atte al passaggio dei
dipendenti.
Un comportamento questo che non può essere liquidato con una semplice archiviazione in quanto lede la normativa secondo cui deve essere sempre applicato il “principio di distinzione tra funzioni di indirizzo politico
e di gestione negli enti locali e nelle società partecipate”. Tanto più se questa interferenza è atta ad arrecare un danno economico e morale di un lavoratore con un atteggiamento UNILATERALE.
Ingerenze politiche che a quanto ci risulta continuano a ripetersi anche all’interno della nuova Società CSP srl, con attribuzione di livelli superiori, inquadramenti professionali senza i giusti titoli e senza una reale ed evidente ricerca di personale interno, come previsto dall’accordo del 19 maggio 2017 e votato da tutti i lavoratori attraverso un referendum.
Di questo passo si rischia fortemente, che anche per la CSP di fare peggio della disastrosa gestione Micchi, durante la quale i debiti delle società sono praticamente triplicati e i lavoratori frodati… ma questo è un altro
capitolo.
Onestamente, per un attimo abbiamo, creduto che la nuova CSP fosse partita discretamente. L’amministratore sembra persona più qualificata ed affabile del suo predecessore. Ma le buone impressioni sono durate ben poco. Allo stato attuale, infatti, la CSP sembra sempre più la brutta copia di quella che dovrebbe essere una società organizzata. La disorganizzazione regna sovrana. Anzi una organizzazione vera e propria non c’è, o meglio non agli occhi dei molti lavoratori e delle organizzazioni sindacali che continuano a non essere convocate ufficialmente in commissione paritetica, disattendendo tutti gli accordi sottoscritti.
Abbiamo assistito allo smantellamento aziendale della dirigenza attualmente in forza per far posto a nuovi consulenti, doppiando nei fatti il costo di gestione. Assistiamo quotidianamente a ordini di servizio estemporanei per i quali un giorno ci si occupa di contabilità, l’altro di trasporti … l’altro ancora di farmacie. Per non parlare di fantomatici o pseudo organigrammi partoriti non si capisce bene da chi e, che dovrebbero dare una parvenza di caos organizzato.
Insomma dopo ormai più di quattro mesi, il caos regna sovrano, non si capisce come la nuova società intenda andare avanti si continuano a regalare prebende immeritate ricalcando l’inadeguata gestione politica amministrativa di Micchi & Co.
L’accordo sindacale – come ampiamente previsto da UGL e FIADEL è stato ignobilmente calpestato e con esso il voto dei lavoratori. Le giornate tagliate ai lavoratori servono solo per pagare i prossimi consiglieri di
amministrazione e uno stuolo impressionane di consulenti.
Tra l’altro, ci risulta che non passa giorno che non arrivino parcelle stratosferiche da (40/50/60.000 euro) strascichi dei grandi piani di concordato di Micchi. Una spesa quasi di due milioni di euro tra avvocati,
commercialisti, ecc. risultato??? tutti i concordati bocciati.
Non solo, Micchi continua ad incassare migliaia di euro al mese di spese di viaggio, sotto forma di rimborsi…(dove andrà mai???) A questo dovranno aggiungersi altre decine di migliaia di euro ai consiglieri di amministrazione della CSP, tutti ovviamente di Roma … ed i lavoratori si vedono tagliati gli stipendi, spesso in maniera irregolare.
Le cause di lavoro inevitabilmente fioccheranno e la società le perderà praticamente tutte. Chi le pagherà poi, non è dato saperlo. Se non si mette un freno a questa allegra gestione prevediamo fioccare altre denunce.
Esprimiamo per l’ennesima volta tutta la nostra preoccupazione per una situazione che avevamo già previsto e che oggi si sta palesando per quella che è. Un uomo solo al comando che non condivide ma accentra, che divide e
non unisce, che disattende gli accordi che lo hanno portato a sedere su quella poltrona dandogli il massimo della fiducia.
Insomma non c’è da stare tranquilli. Se i primi tre mesi di attività, sono lo specchio di quello che dovrà essere la nuova CSP, per l’UGL e la FIADEL non ci sono più i presupposti di fiducia precedentemente accordatagli, si
annuncia già da ora una stagione di rivendicazioni a tutela di tutti quei lavoratori ingannati e danneggiati per la non corretta applicazione dell’accordo sottoscritto il 19 maggio 2017.

UGL FIADEL

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