Grande: “Impensabile collocare 300 individui di diversa nazionalità nel Cara”

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CIVITAVECCHIA – “Non è pensabile collocare oltre trecento individui di diversa nazionalità e genere all’interno di un’unica struttura tra l’altro totalmente inadatta allo scopo”. Così l’On. Marta Grande interviene sulla questione Cara che è tornata nuovamente a infiammare il dibattito politico cittadino dopo l’ultimo Consiglio comunale culminato con la sospensione dei lavori, dopo le proteste di alcune di cittadini.
“Civitavecchia è stata chiamata a dare il suo contributo di solidarietà e, come già accaduto in passato, non si tirerà indietro, assolvendo al meglio ai compiti che le verranno assegnati – afferma la deputata grillina – Al netto di queste considerazioni scontate, va comunque ricordato che, in mancanza della dovuta organizzazione, assistere i migranti in difficoltà diviene un’operazione a dir poco complessa e, in certi casi, addirittura controproducente per chi chiede accoglienza. I cosiddetti ‘Cara’, strutturati così come sono, non servono ad altro che a creare situazioni di emergenza nell’emergenza: basti pensare all’ormai noto esempio di Mineo per renderci conto che qualsiasi bisognoso di aiuto non può essere ‘assistito’ con una prassi che nessuna persona di buon senso riserverebbe neppure al proprio peggior nemico, senza poi considerare che certe operazioni, chiamiamole così, altro non sono che un validissimo mezzo per far speculare i soliti noti ed anche in questo senso, i recenti avvenimenti della capitale dovrebbero averci insegnato qualcosa”.
“Il piano di dislocazione del Ministro Alfano – prosegue – è a dir poco vergognoso: non è neppure lontanamente pensabile collocare oltre trecento individui di diversa nazionalità e genere (tra i quali, molto spesso, intercorrono attriti personali piuttosto che culturali) all’interno di un’unica struttura tra l’altro totalmente inadatta allo scopo. La linea nazionale del M5S è chiara: centri di dislocamento più piccoli, meglio serviti e quindi più “a misura d’uomo” e quindi realmente rivolti all’integrazione dei singoli individui delle diverse comunità”.
“Purtroppo – conclude l’On. Grande – chi gestisce il potere ha come unico interesse quello di scaricare la patata bollente nelle mani dei comuni a cui, come evidente, poco o nulla è lasciato in termini di scelte e competenze”

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