Furia Moscherini sul porto

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CIVITAVECCHIA – “Ho dovuto fare questa conferenza stampa per chiarire un po’ la mia posizione”.  Così Gianni Moscherini,  neo coordinatore nazionale dei porti e dell’economia del mare pe Forza Italia, ha voluto aprire ieri mattina nella sede del partito una conferenza stampa fiume con cui ha toccato diversi punti della vita politica cittadina, senza risparmiare nessuno. “Non avendo avuto figli, il figlio della mia vita è un po’ il porto di Civitavecchia e me ne preoccupo. Ieri si è assistito ad un convegno sul porto di Civitavecchia, con numeri fuori della realtà e progetti fantasmagorici, che sono la brutta copia dei progetti esistenti già quando c’ero io nel 2007. Progetti di un futuro disordinato e, per alcuni aspetti, di illegittimità”, ha spiegato l’ex sindaco.

Alla conferenza di ieri dell’Autorità Portuale sul progetto KPMG presentato da Confindustria, Moscherini dice di non essere stato ammesso: dopo aver chiamato per richiedere la partecipazione, gli sarebbe stato detto che Stirpe, definito col francesismo di “testa di cazzo”, non lo voleva lì, per evitare che potesse prendere la parola. “Fanno le conferenze in cui mi viene proibito di parlare, ma io parlo lo stesso, per il bene di tutti”, ha spiegato mettendo in dubbio la credibilità dei progetti dell’Autorità Portuale civitavecchiese, oltre che dei numeri da questa forniti. Una credibilità che forse è stata messa in dubbio, ha detto ancora Moscherini, anche da Zingaretti,  dalle Ferrovie dello Stato e dalla Contship, che alla conferenza di ieri non si sono presentati.

Secondo l’esponente di Forza Italia il commissario Monti sta abusando dei suoi poteri in attesa della nomina del nuovo presidente dell’Autorità Portuale e sfruttando conferenze e dati gonfiati per favorirsi come candidato alla presidenza. “Pensa di essere ancora il presidente: fa il commissario di polizia nell’attaccare chi è contro di lui. La smetta di fare il commissario di polizia e il capo politico di questa città.
Come si permette di dire che la Corte dei Conti si sbaglia? Di dire che ha fatto tutto giusto e che i suoi dati sono esatti? In un paese normale un personaggio così viene mandato a casa due giorni dopo. Fa l’arrogante senza nemmeno pensare che forse non è nemmeno legale la sua nomina come commissario”. Moscherini ha spiegato infatti che, secondo la legge, un candidato alla nomina come commissario deve presentare al Ministro un’autocertificazione che dichiara la non illegalità della propria richiesta. Tuttavia non è detto che la nomina di Monti, approvata dal Ministro, sia legale, poiché secondo Moscherini nessuno si è preoccupato di verificare la sua autocertificazione.

Inoltre i dati che da due anni rende pubblici l’Autorità Portuale sarebbero diversi da quelli stimati dalla Corte dei Conti, che a differenza di Monti individua un continuo andamento discendente. “Dato che quei dati determinano la sua retribuzione, quelle falsità non si limitano alla semplice propaganda della sua attività. Se la corte dei conti ha ragione, Monti si è gonfiato lo stipendio”, ha affermato Moscherini, che individua delle irregolarità anche nel suo doppio stipendio sia come dirigente che come presidente, non lecito secondo la legge.

Per quanto riguarda i progetti dell’Autorità portuale l’ex sindaco ha numerosi dubbi, il primo riguarda l’Automotive: “Ma che scelta è quella dell’Automotive? Che convenienza ha la Fiat? Gli è stato forse fatto un ribasso rispetto a Taranto e Gioia Tauro?”. Ma Moscherini si chiede soprattutto quanto a lungo durerà: “Quando saranno nominati i presidenti dei due porti di Taranto e Gioia Tauro, più vicini a Melfi e che ora sono sotto commissari, cosa succederà? Fossi io il presidente mi riprenderei subito la Fiat”.

E sulla questione delle aree comprate dall’Autority Moscherini ha obbiettato: “C’è un vincolo per cui nel raggio di 2km dall’Interporto non può essere costruito nulla di logistico. E tu cosa fai? Compri terreni agricoli che non possono essere usati?”. Ma ad attirare l’attenzione del coordinatore berlusconiano sono anche questioni quali il bando della darsena Grandi Masse, “che si trasforma in una gara d’appalto non gara, con un subingresso non specificato” e quella dell’ampliamento delle funzioni del socio maggioritario della Port Mobility, tutte questioni che sarebbero poco chiare e che andrebbero chiarite dalle autorità competenti.

Lorenzo Piroli

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