Fondo accessorio, l’Usb: “Lavoratori e sindacalisti non dovranno restituire niente”

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CIVITAVECCHIA – “I lavoratori e i sindacalisti firmatari degli accordi non dovranno restituire nulla, non sono cioè responsabili di avere percepito somme in accordo con le amministrazioni precedenti, visto che hanno eseguito compiti e lavorato ed era nel loro diritto essere retribuiti. Le eventuali somme invece dovranno essere recuperate al limite nei fondi successivi”. Così si esprime l’Unione Sindacale di Base in merito all’atto emanato dal Segretario comunale per il recupero delle somme “indebitamente percepite” come fondo del salario accessorio negli anni 2008-2010, ammontanti ad 1,6 milioni di euro.
Vicenda sulla quale secondo l’Usb “stiamo assistendo in questi giorni ad una serie di inesattezze e sproloqui sui giornali e quotidiani da parte di chi si erige a moralizzatore dei beni pubblici e di chi difendendosi dagli attacchi incolpa altri; della serie ‘giochiamo all’omonero – ovvero il cetriolo in mano all’ortolano’. Noi prendiamo le distanze da tutti e ragioniamo con i fatti cioè le sentenze definitive che impongono le soluzioni di legge”.
“Non è certo un merito – proseguono dall’Usb – come non dovrebbe essere un vanto, per questa amministrazione, l’azione messa in piedi per il recupero di somme del salario accessorio 2008-9-10, è infatti un teorema orchestrato dal sig. Renzi, allora sindaco di Firenze, e i suoi collaboratori di giunta che volevano, nei fatti, tagliare e recuperare anche ingenti somme percepite dai lavoratori “per attività effettivamente svolte”.
Su ricorso della Usb, Cgil, Uil e Cobas sono infatti giunte le prime sentenze: la n° 888/2015 del 04/09/2013 Tribunale Ordinario di Firenze e la n° 14689/2015 del 14/07/2015 Corte di Cassazione a Sezioni Riunite che, secondo l’Usb, “smontano completamente il teorema politico orchestrato a suo tempo dalla giunta Renzi ai danni della totalità dei lavoratori e delle lavoratrici, compresi i precari, del comune di Firenze, unitamente a tutti i sindacalisti che firmarono quegli accordi; e ci sono inoltre tutte le modalità previste per l’eventuale recupero delle somme”.
“Invitiamo quindi una ex assessora – aggiungono dall’Usb – nonché ora sindacalista a leggere bene le sentenze e invitiamo l’amministrazione a non sbandierare ai quattro venti atti che potrebbero risultare non idonei visto che questo è un problema di quasi tutti i comuni d’Italia”.
Un’ultima considerazione l’Unione Sindacale di Base la riserva all’Amministrazione comunale qualora le somme dovranno essere recuperate dai successivi salari accessori. “Se così sarà, questa amministrazione non può ne deve gioire perché tutto l’imbarazzo di questo procedimento graverà sulle sue spalle visto che il fondo salario accessorio andrà in esaurimento! Chi poi eseguirà le attività previste nei fondi accessori senza essere retribuiti?”.

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