Di ritorno dal Politicamp, “Possibile” cerca la sua alternativa

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CIVITAVECCHIA – Trasformare “Possibile”, da qui al mese di ottobre, in un soggetto politico a tutti gli effetti, con una comunità di iscritti e fondatori uniti dalla voglia di affrontare questo nuovo percorso, dotandosi di strumenti di partecipazione e di azione che altrove non abbiamo trovato, e proporre all’opinione pubblica otto quesiti referendari su temi di stringente attualità. È questa la sfida lanciata al “Politicamp 2015” svoltosi a Firenze lo scorso fine settimana. Dissenso nei confronti del metodo, soprattutto, ma anche del contenuto. Ma dalla protesta alla proposta di una nuova idea della Politica, inclusiva e multitasking, pronta a dar vita ad una nuova realtà.
Anche Civitavecchia con una sua delegazione ha preso parte alla tre giorni fiorentina. “Non si è ragionato solo in termini di valori – spiega la delegazione locale – ideali ed identità, ma anche della grande campagna referendaria con cui intendiamo coinvolgere cittadini, associazioni e partiti che vorranno condividere. Ecco i quesiti: eliminazione dei capilista bloccati e delle candidature plurime; eliminazione della legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza, capilista bloccati e candidature plurime; riconversione ecologica dell’economia: eliminazione delle trivellazioni in mare; riconversione ecologica dell’economia: eliminazione del carattere strategico delle trivellazioni; riconversione ecologica dell’economia: dalle grandi alle piccole opere; tutela del lavoratore: esclusione del demansionamento; tutela del lavoratore dai licenziamenti illegittimi; tutela della docenza e dell’apprendimento: eliminazione del potere di chiamata del preside-manager”.
C’è stato in Italia un uomo politico-impolitico che ha avuto il coraggio di guardare alla presenza umana sulla terra e alla convivenza fra persone e genti diverse con una intelligenza profonda e una generosità di sentimenti che i tempi stretti e la selezione al ribasso della politica di norma escludono. È stato Alexander Langer […]” con queste parole si è aperta la manifestazione nel ricordo dell’ecologista e costruttore di pace nel ventennale della sua scomparsa. Hanno seguito moltissimi interventi, alternatesi ai gruppi di lavoro, tra cui quello del tarquiniese Marco Gentili che sottolinea“non abbiamo sopportato il malaffare nel nostro Paese con il berlusconismo, figuriamoci se potevamo sopportarlo ora che ha contagiato il Partito Democratico […] dare voce ad una rappresentanza di sinistra troppo allergica ai falsi cambiamenti” e quello di Tomaso Montanari che ricorda come “la conoscenza è elemento essenziale per l’esercizio della sovranità, la sovranità sui nostri corpi (slow food) sui desideri, sulle scelte, costruire la conoscenza mettendo insieme persone con competenze diverse […] in fin dei conti occupare un teatro è come occupare un Parlamento”.

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