“Crisi alla Tirreno Power: non basta la solidarietà!”

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CIVITAVECCHIA – Che il settore termoelettrico da alcuni anni viva un profondo stato di crisi lo sapevamo da tempo ed avevamo anche intuito che presto ci sarebbero state ripercussioni locali ma che si giungesse alle dimensioni prospettate di espellere dal settore circa 50 lavoratori ci sembra troppo soprattutto per i sacrifici che la nostra città ha dato e sta dando a tale comparto.
Possiamo comprendere che le motivazioni di tale crisi ci siano tutte: crollo dei consumi, maggior ricorso alla produzione di energia proveniente da fonti alternative, una privatizzazione che non fa sconti ma non si possono giustificare gli epiloghi che si prospettano e non perché vogliamo essere anacronistici ma proprio perché nel passato, consapevoli delle novità che avrebbe introdotto la liberalizzazione del mercato dell’energia, ci siamo resi responsabili di alcune scelte con le quali si sono promossi Accordi e norme convenzionali, sottoscritte persino dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che possono e debbono sventare tali nefaste prospettive.
Non comprendiamo quindi perché l’Amministrazione comunale non voglia ricorrere a tali strumenti.
Siamo convinti che proprio l’amministrazione comunale possa giocare un ruolo di primo ordine se si rende consapevole del proprio ruolo e delle proprie potenzialità.
Prendiamo ad esempio quello che è riuscito ad ottenere l’attuale amministrazione regionale della Basilicata, targata Pittella. Al gettito delle Royalty, previsto per legge – 99/2009, l’attuale amministrazione è riuscita farsi riconoscere in più, in un Accordo per lo Sviluppo locale Borse di studio, Programmi per lo Sviluppo Sostenibile, Gestione della rete di monitoraggio ambientale.
Per queste motivazioni Ripartiamo dai cittadini aderirà alla manifestazione di sabato prossimo organizzata dai lavoratori sperando che alla solidarietà manifestata da molti soggetti e da tante forze politiche si possa promuovere una strategia che dia risposte certe e concrete.

Vittorio Petrelli – Ripartiamo dai cittadini

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