“Cozzolino ha paura di spiegare ai cittadini che è un nostro dovere accogliere i migranti?”

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CIVITAVECCHIA – Mischiare le mele con le pere, per usare una metafora, è un’operazione che può sembrare semplice, ma se viziata da poca conoscenza dei fatti e delle leggi si può trasformare in un pericoloso boomerang. Capita, ad esempio, al sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, pronto a confondere le acque sul progetto dell’hub regionale per l’accoglienza dei migranti, probabilmente redarguito da qualche esponente nazionale del M5S, sta mettendo in campo delle motivazioni che fanno indignare e allo stesso tempo deprimere perchè un primo cittadino dovrebbe conoscere le leggi prima di parlare.
L’operazione-bluff di Cozzolino – che fa finta di non conoscere le norme o peggio non le conosce affatto – è facilmente smontabile: il collocamento di 70 migranti per ogni provincia italiana è un provvedimento deciso dal Viminale per motivi di eccezionalità, legati agli sbarchi di questi giorni. Altra cosa è il progetto di riconversione dell’ex caserma De Carolis, sul quale lo stesso Cozzolino si era impegnato in prima persona con il prefetto salvo poi non assumere alcuna decisione da due anni a questa parte. Non c’è nessun approccio diverso, per usare le parole del sindaco: sono, al contrario, due cose ben distinte. L’una è una soluzione all’emergenza sbarchi di questi giorni, l’altra è una proposta che rientra nell’ordinarietà del processo di accoglienza. Dopo il consiglio comunale di febbraio non si è mosso nulla, salvo qualche dichiarazione di stampo razzista di qualche esponente della sua maggioranza tesa solo a scatenare una guerra tra poveri. Ora il sindaco vorrebbe prendere la scusa del collocamento dei 70 migranti per ogni provincia per mettere la parola fine sulla vicenda della De Carolis. Di cosa ha paura il primo cittadino? Di spiegare ai cittadini che è un nostro dovere accogliere i migranti? Il Movimento 5 Stelle, di cui Cozzolino è un rappresentante, non fa altro che puntare il dito contro l’Europa, ma dovrebbe capire che non possiamo pretendere che l’accoglienza si faccia sempre a casa degli altri. Basterebbe leggere i dati. Dobbiamo farla anche a casa nostra: con criterio certamente, con tutte le garanzie e le informazioni possibili ma sicuramente non alimentando polemiche o allarmismi. Invece di perdere due anni di tempo il sindaco avrebbe potuto coinvolgere le tante associazioni attive sul fronte della solidarietà e dell’accoglienza e farsi dare da loro idee e suggerimenti nella gestione della vicenda. Che dire poi di quella sinistra che appoggia Cozzolino e che si è sempre professata comunista e vicina ai diritti delle persone? Se esiste batta un colpo perchè il suo silenzio è assordante. Di fronte alle morti nel Mediterraneo di questi giorni dove è finita l’umanità? Per il Movimento 5 Stelle e per Cozzolino è come se non stia succedendo nulla. Voltarsi dall’altra parte non cancellerà il problema.

Marietta Tidei – Deputata Pd

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