“Con i lavoratori e per i lavoratori”

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CIVITAVECCHIA – Non arretriamo di un passo, sempre in prima linea quando si tratta di reagire ai tanti attacchi che quotidianamente l’occupazione civitavecchiese subisce da parte di chi ci considera da sempre un terreno di conquista. La vertenza dello scarico del carbone a TVN è solo l’ultima in ordine di tempo, l’ultimo capitolo di una storia di sfruttamento che ha portato la nostra Civitavecchia alla miseria e alla sofferenza che tutti conosciamo.

Andremo fino in fondo, pronti a dichiarare guerra a chiunque dovesse ancora minare il già malridotto tessuto occupazionale locale. Tuttavia lo stato di sofferenza, l’emergenza attuale, le tensioni che stanno portando all’esasperazione i protagonisti di questa vertenza, non possono prescindere dalla necessità di mantenere la barra dritta.

Lunedì pomeriggio, dopo aver risposto convintamente con la nostra presenza al grido di allarme lanciato da quei lavoratori, siamo stati costretti ad abbandonare la piazza. Abbiamo lasciato il Pincio per un fatto di coerenza: non saremo mai fianco a fianco con coloro che hanno responsabilità pesantissime nell’assurdo contesto che si è concretizzato. A coloro che non conoscono il significato della parola ‘’solidarietà’’ non abbiamo nulla da dire e nulla da dare, convinti della necessità di tenere lontani da ogni vertenza i filantropi ad orologeria. A chi non è stato capace di governare una città, né di collegare ad essa il suo porto, trasformandolo invece in un fortino privato dal quale esercitare un potere subdolo e insidioso, rispondiamo con la più scomposta ingratitudine e con la più fredda indifferenza.

Inoltre, che valore ha la solidarietà espressa da chi solo un anno fa per difendere il suo leader, nonché attuale Ministro dell’interno, insultava quegli stessi portuali scesi in piazza insieme a noi a manifestare contro ogni forma di razzismo e di xenofobia?

Comprendiamo il dovere di chi guida dei lavoratori in difficoltà di confrontarsi con la parte istituzionale di certi partiti, ma lasciare a questi il microfono in piazza, ben conoscendo la loro storica antipatia nei confronti di chi vive uno stato di sofferenza sociale, è un imperdonabile atto di promiscuità politica dal quale purtroppo siamo costretti a prendere le distanze. Le stesse che prendiamo dalle passerelle, dagli interessi imprenditoriali che girano intorno a questa vertenza occupazionale, dai nuovi giochetti elettorali neppure tanto nascosti e dagli appetiti politici che da qui a poche settimane, siamo sicuri, non tarderanno a mostrarsi nella loro forma più trasformistica. Il nostro linguaggio è quello del conflitto sociale che sta tra i lavoratori.

A loro diciamo di tenere duro e solo a loro ribadiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno nel combattere ogni tipo di battaglia. Ogni altra vicenda imprenditoriale correlata non ci interessa, così come non ci interessa la nuova frontiera politica dell’ex presidente dell’Autorità portuale, né gli impegni di circostanza assunti dai populisti che hanno utilizzato l’odio e lo slogan razzista per salire al potere. Li aspetteremo al varco, tutti. Perché l’attuale scenario non viene dal nulla, ma è frutto di anni di mala politica e di svendite alle quali Civitavecchia è ormai tristemente abituata.

Siamo pronti alla lotta più dura, ma vogliamo combatterla con chi come noi non ha fini diversi dalla difesa del lavoro.

 

Potere al PopoloCivitavecchia

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