“Civitavecchia può crescere”

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CIVITAVECCHIA – Continuando la riflessione sul lavoro iniziata prima della manifestazione di Torre Valdaliga, sosteniamo che la favorevole posizione geografica che ha già agevolato il decollo del porto (unitamente al fare sistema) può produrre lo stesso effetto sulla città, soprattutto nei settori del turismo e dell’attività industriale. Preliminari all’avvio di qualsiasi operazione sono però il coinvolgimento dei cittadini e la complementarità. In particolare, poiché la condivisione conferisce più forza e il porto rappresenta l’altra faccia della città, le difficoltà vanno affrontate assieme alla popolazione e al porto. Questa è la nostra specifica tesi.
Per cui, Comune e Authority dovranno convenire che risponde al sostanziale interesse di ambedue gli enti trovare un’intesa per varare un piano coordinato pluriennale d’investimenti per la crescita e l’occupazione, destinato a convogliare una parte consistente delle rispettive risorse finanziarie verso la lotta all’inquinamento e al degrado, la riqualificazione urbanistica e il potenziamento della economia, da cui ricavare in tempi brevi un sicuro incremento dell’occupazione. Il piano, che potrà anche attrarre per la sua novità l’interesse degli investitori, conterrà l’impegno, relativamente al porto, di condurre a termine alcune essenziali operazioni: risolvere i casi di Interporto e Privilege Yard, far decollare il Marina Yachting, decidere sull’eventuale bacino di carenaggio, accelerare su acquario e arsenale, attuare il trasferimento a nord dei servizi doganali, dei presidi militari, di polizia e sicurezza.
Per quanto riguarda la città, l’intesa impegnerà l’Amministrazione a intrattenere rapporti coerenti con Enel, a varare una sana gestione dell’idrico, dei rifiuti e delle partecipate, e a ricavare dal bilancio comunale – al netto dell’assolvimento dei compiti istituzionali – una significativa disponibilità di fondi. Queste risorse, sulla base di una rafforzata capacità progettuale, la città sarà tenuta a impiegarle, unitamente ai fondi europei, ai finanziamenti agevolati nazionali e della BEI e a investimenti privati, nella pianificazione del cambiamento, che è sì un obiettivo economico ma carico di significati culturali e sociali. Il che vuol dire condurre un’azione sistematica, diretta a rendere più attraente e accogliente la città, dotarla di spazi espositivi, museali e archeologici, lanciando un appello forte ai cittadini, alle associazioni, e alle varie categorie del terziario.
Un’azione che dovrà comportare la cura e il risanamento degli stabili, iniziando da quelli del centro storico, del verde pubblico, degli arredi urbani, della segnaletica (che si attende diventi anche turistica), degli stabilimenti balneari, dei lungomari, degli arenili. I visitatori, che grazie al traffico passeggeri frequentano numerosi la città, potranno così percorrerla a piedi, apprezzarla e vivificarla, apportandovi tutti quei benefici da tempo inutilmente attesi. In parallelo, l’ente locale pianificherà le modalità idonee a procurare l’insediamento di nuove attività produttive – industriali, manifatturiere e artigianali. Qui entrano in campo alcune questioni di cruciale importanza da esaminare, affrontare e risolvere con urgenza: le tante insostenibili carenze della zona industriale (su cui ci soffermeremo in un successivo intervento), il supporto degli uffici comunali, il contrasto al malaffare, l’operatività delle forze dell’ordine, la sicurezza ambientale. A complemento della massima valorizzare del turismo andrà collocata la realizzazione del nuovo complesso termale, un’opera che può rinverdire le grandi tradizioni di epoca traianea e quelle più recenti che risalgono all’anteguerra.

Mauro Campidonico, Francesco Castriota e Giuseppe Fresi – Coordinamento del Polo Civico

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