“Civitavecchia ha fame di case, eppure ci sono”

0
371

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia ha fame di case. Eppure vanta un enorme patrimonio immobiliare costituito da appartamenti vuoti. E non stiamo parlando di quelle unità immobiliari nuove su cui i proprietari vogliono realizzare in tempi ragionevoli un giusto guadagno. Parliamo di appartamenti quasi dimenticati, che stanno lì da anni e che tra un po’ più che essere piazzati sul mercato avranno bisogno di essere ristrutturati. Le case non abitate deperiscono prima di quelle vissute.
Da un lato, quindi, vi è necessità di abitazioni. Nuclei familiari che non possono accedere ad un mutuo, vista la stretta creditizia delle banche e le enormi, e a volte inumane, garanzie richieste. Dall’altra un patrimonio immobiliare che perde valore ogni giorno che passa.
La soluzione appare evidente: che queste abitazioni vengano affittate, che i proprietari, i quali in genere non sono famiglie che hanno investito nel mattone i risparmi di una intera esistenza, ma grandi costruttori che professionalmente “tirano su” palazzi, facciano un passo indietro recedendo dalla vendita e agevolando le locazioni.
Un appartamento nel semicentro della città costa, in affitto, come nella periferia di Roma. E’ possibile? Civitavecchia non è la città eterna. In venti minuti di tram da Centocelle si è al centro di Roma. In venti minuti di treno da Civitavecchia si arriva si e no a Ladispoli. La sproporzione è evidente. La periferia romana, inoltre, offre servizi maggiori ai cittadini che non quelli scarni, mal gestiti e mal progettati, che offre la “città d’incanto” ai suoi abitanti.
E’ ovvio che gli affitti devono scendere.
Quello che, come socialisti, proponiamo, è un patto tra grandi proprietari e cittadini che cercano un tetto per le loro famiglie. Un patto che veda i grandi costruttori abbassare i canoni, le famiglie impegnarsi sulle pigioni ed il comune porsi a garanzia del contratto, coprendo le eventuali morosità degli inquilini. Questo garantirebbe giustizia sociale. E non è poco.
Ma questo è un patto straordinario. Che non può essere sussunto nella normativa esistente, ma deve correre parallelo ad essa. Deve essere una “sana anomalia” della nostra città. Un comune degno di questo nome, che non venisse ricordato solo perché appare nelle trasmissioni scandalistiche della tv italica solo come esempio di degrado urbano, ma per le virtù dei suoi amministratori, sarebbe in prima fila su questa idea. Un sindaco intelligente avrebbe già avviato un censimento degli immobili vuoti, chiamato a se gli imprenditori del mattone e le associazioni degli inquilini, e si sarebbe dato da fare per reperire le risorse economiche a copertura del progetto.
Questo non è accaduto.
Evidentemente mancano, da parte di questa maggioranza, sia il coraggio politico che la capacità gestionale. Ed in base a questa evidenza il Partito Socialista Italiano sarà in prima fila per dare case ai civitavecchiesi. Casomai l’amministrazione a cinque stelle si risvegliasse d’improvviso coraggiosa ed intraprendente, con le idee chiare ed una voglia di adoperarsi per i cittadini, siamo lieti di mettere a disposizione la nostra idea. In caso contrario porteremo a buon fine il patto di giustizia sociale tra costruttori ed inquilini nella futura legislatura.

Psi Civitavecchia

SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY