“C’è una differenza tra creare eventi e chiudere una città”

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CIVITAVECCHIA – Cari amministratori,
ci è d’obbligo tornare sull’argomento in quanto solo ora apprendiamo, vista la strenua difesa, che le giornate ecologiche sono frutto dell’inventiva del Consigliere Fortunato.
Ci dispiace aver perso tempo con gli Assessori competenti “Ambiente e Commercio”, avremmo cercato l’ideatore delle giornate ecologiche ed avremmo spiegato anche a lui che noi non siamo contro questi eventi ma vorremmo essere stati contattati per poter condividere ed insieme decidere tempi e modi.
Purtroppo, anche questa volta, ci siamo resi conto che oltre alla mancanza di concertazione c’è anche una differente visione dei problemi e della prospettiva nella visione degli stessi.
Signor Consigliere Fortunato, se si interviene su un problema o su un argomento quando questo ha raggiunto ormai la fine del suo iter non ci sono più i tempi per il dialogo e venendo a mancare l’eventuale correzione o nuova direzione si generano incomprensioni, distacchi, equivoci ma soprattutto errori, se poi questi errori li deve pagare sempre e solo un settore significa che qualcosa non funziona.
Signor Consigliere Fortunato la differenza tra creare eventi e chiudere una città è notevole ed anche qui potremmo discutere e perché no arrivare ad una condivisione dei problemi che Lei cita, come per esempio “il vivere la città”. Iniziamo a portare gli eventi non solo in centro ma in tutta la città, anche perché nel suo intervento Lei afferma che gli eventi sono propedeutici agli acquisti, bene, se questa alchimia è sempre valida perché non dare le stesse opportunità a quegli esercizi distanti dal centro?
Signor Consigliere Fortunato, Lei dice (cito testualmente): “il commercio del centro è ormai defunto grazie a visioni antiquate e a soprattutto le “non politiche” portate avanti da tutti fino ad oggi”. Certo è che anche voi avete la vostra parte e non voglio sottolineare il tempo da voi trascorso a P.le Guglielmotti, ma intendo indicare con forza un termine anche da Lei usato “programmazione”. Questo termine è ben conosciuto da ogni commerciante che si organizza e programma il suo Natale con molto anticipo, facendo investimenti nella speranza di un rientro economico che possa permettergli di contrastare anche i mesi commercialmente più tristi. Nella programmazione si calcola anche il rischio d’impresa ma nessuno si aspetta che le difficoltà possano arrivare da chi deve per mandato avere un ruolo propositivo e non quello del franco tiratore.
Signor Consigliere Fortunato e signori amministratori, forse non tutti noi siamo buoni commercianti ma sicuramente sappiamo quali sono i nostri ruoli, a nessuno di noi viene in mente di suggerire come organizzare una gara di appalto o come redigere una determina, però sentiamo sempre più spesso da tutti come gestire una attività, cosa fare, come abbellire, cosa e come vendere. Siamo diventati un paese di “allenatori commerciali”, orbene è finito il tempo dei suggerimenti, ci sono decine di negozi ormai vuoti, chiusi da tempo, siate coraggiosi mettetevi una maglietta e scendete in campo, fateci vedere la vostra tecnica, il doppio passo, la finta, il tiro ed infine il goal. Noi saremo sugli spalti tutti a battervi le mani e tifare per voi. Ma se non avete il cuore di indossare gli scarpini, aprendo una partita IVA, almeno non fateci lo sgambetto, fateci giocare le nostre partite come ormai facciamo da decenni. Grazie

I Commercianti del Centro Città

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