Bozza di Regolamento del Verde Urbano, le proposte di Sara Fresi

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CIVITAVECCHIA – Lettera aperta di Sara Fresi al Sindaco del Comune di Civitavecchia, Antonio Cozzolino ed all’Assessore all’Ambiente, Alessandro Manuedda.

A seguito della pubblicazione della bozza di “Regolamento del Verde Urbano”, propongo un elenco con brevi integrazioni. Le medesime saranno inviate sia su mezzo stampa che sulla mail da voi pubblicamente fornita: inforegolamentoverde@comune.civitavecchia.rm.it.

Finalità
In tale sezione, a mio avviso, è da aggiungere quanto segue: Il valore del paesaggio è tutelato dall’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il verde urbano si collega a questa norma di tutela in relazione alle importanti funzioni ambientali, urbanistiche e sociali, oltreché per il notevole ruolo di educazione naturalistica e di miglioramento della qualità urbana, con benefiche ricadute anche sullo sviluppo turistico ed economico della città. E’ fondamentale diffondere la cultura del rispetto e della conoscenza del patrimonio naturale presente in città, attraverso l’informazione al cittadino e la promozione di eventi pubblici volti alla sensibilizzazione ed al miglioramento delle conoscenze sulla vita vegetale ed animale e sulle funzioni da esse espletate.

“Coinvolgimento del cittadino, sensibilizzazione e promozione della cultura del verde, affidamento e sponsorizzazione”.
Riguardo questo aspetto, il cittadino stesso è chiamato a difendere il verde da qualsiasi azione che vada contro i principi di tutela ecologico-ambientale, biologica, paesaggistica, urbanistica ed estetica, sulla base delle specifiche motivazioni precedentemente descritte. Da chiarire l’aspetto relativo alle responsabilità nel momento in cui aree verdi urbane e pubbliche vengono affidate a terzi (cittadini, Associazioni, Comitati di quartiere, Cooperative, ecc). Nello specifico, risulta esserci un Disciplinare che prevede sanzioni penali ed amministrative per la figura che gestisce l’area in oggetto. Esempio: nel caso di incidente di un cittadino all’interno di una rotatoria, aiuola o di un parco la cui cura del verde è affidata ad un gestore, di chi è la responsabilità? Del gestore o del Comune? Quali sono le responsabilità del gestore? Il Comune promuove tutte le forme di partecipazione del cittadino (direttamente o tramite Associazioni) alle attività di tutela e valorizzazione del verde. La progettazione di nuove aree verdi diviene occasione privilegiata di accrescimento culturale se coinvolge direttamente i potenziali fruitori (i cittadini, le Associazioni stesse, i Comitati di quartiere), attraverso forme organizzate di cittadinanza attiva e progettazione partecipata.

Individuazione e salvaguardia dei parchi e giardini di pregio storico, architettonico e ambientale pubblici e privati.
Per parco o giardino storico si intende una composizione architettonica e vegetale che, dal punto di vista storico, culturale, artistico, naturalistico e botanico, presenta un interesse pubblico. Esso è l’espressione dello stretto rapporto tra civiltà e natura e testimonianza di una particolare epoca o cultura. Come tale, deve essere salvaguardato e considerato un monumento che, per sua natura, richiede cure continue da parte di Personale qualificato. Si individuano come parchi e giardini storici tutte le aree verdi: sulle quali è stato posto apposito vincolo legislativo in base alla Legge n. 1089 del 1 giugno 1939 “Tutela delle cose d’interesse artistico o storico”, poi sostituita dal Decreto Legislativo del 29 ottobre 1999, n. 490 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali” e in base al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”; annesse agli edifici di proprietà di Enti Pubblici o Locali con più di 50 anni; annesse a edifici di culto e/o di proprietà di Enti Religiosi con più di 50 anni; Inoltre, si individuano come parchi e giardini storici: quelli annessi agli immobili soggetti a vincolo ai sensi della Legge n. 1089 del 1 giugno 1939 e della Legge n. 1497 del 20 giugno 1939 (sostituite dal Decreto Legislativo del 29 ottobre 1999, n. 490 ed in seguito dal Decreto Legislativo n. 42 del 2004) nonché i punti panoramici segnalati per particolare valore paesistico ambientale, tutelati ai sensi del Decreto Legislativo n. 42 del 2004. I parchi e giardini sottoposti a tutela da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio.

Individuazione e Catalogazione parchi e giardini storici.
A tal fine il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ha predisposto, per le aree sottoposte al vincolo di Legge, apposita “Scheda P.G.” per la catalogazione di parchi e giardini storici sia nelle loro componenti verdi che in quelle architettoniche e decorative. Qualora nelle aree verdi interessate siano stati rinvenuti, o è presumibile che possano essere rinvenuti, reperti archeologici, la richiesta di autorizzazione dovrà essere indirizzata anche alla Soprintendenza Archeologica del Piemonte.Il vincolo di tutela è riferito non solo al patrimonio verde, ma anche agli elementi di arredo eventualmente presenti nell’area (per esempio: fontane, panchine, vasi, cordoli di aiuole, recinzioni, cancelli, ecc.). Ciascuna operazione di manutenzione, conservazione e restauro, deve tenere conto di tutti gli elementi caratterizzanti il parco o il giardino storico in cui si opera. In questa direzione, ogni sostituzione di alberi, arbusti, ecc., deve orientarsi verso specie che consentano la conservazione dell’identità del giardino stesso in una volontà di mantenimento e ricerca delle specie originarie.

Individuare alberi di pregio e creare apposito “Elenco degli Alberi di Pregio”.
Il Settore Ambiente valuta, mediante l’istituzione di un’apposita Commissione, gli alberi segnalati dai cittadini per l’eventuale inserimento nell’Elenco degli alberi di pregio secondo i seguenti criteri: 1) dimensione: gli alberi per essere di pregio devono avere una dimensione (diametro) del tronco, misurata a 130 cm di altezza, superiore a 80 cm di diametro per le specie di prima grandezza, superiore a 60 cm di diametro per le specie di seconda grandezza e superiore a 40 cm per le specie di terza grandezza; 2) sviluppo complessivo dell’esemplare; 3) stato di salute della pianta; 4) particolarità del genere e della specie; 5) significativo pregio paesaggistico, storico, culturale, botanico; 6) ubicazione nel contesto urbano; 7) aventi un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale; 8) essere un riferimento tradizionale per la popolazione locale o avere significative potenzialità di diventare un riferimento tradizionale per la città. La Commissione Alberi di Pregio sarà composta da 5 soggetti di cui: 3 facenti parte dei Settori afferenti al Verde Pubblico e 2 appartenenti ad organismi esterni aventi opportuno titolo o formazione professionale. In presenza di segnalazioni, la Commissione si riunisce con cadenza periodica minima di tre mesi per valutare gli stessi.

Regolamentare il Verde Pensile
Si definisce verde pensile la “tecnologia per realizzare opere a verde su superfici non in contatto con il suolo naturale”. Oggetto d’inverdimento pensile possono essere, quindi, non solo coperture, tetti e terrazze, ma anche parcheggi interrati, gallerie, passanti ferroviari, piazze, altre forme di arredo urbano, ecc.. In situazioni progettuali di questo tipo, tale tecnica è da preferirsi al semplice ricarico (anche se abbondante) di terreno vegetale in quanto il verde pensile assicura, attraverso una stratigrafia estremamente contenuta e alleggerita, la costituzione di un insieme “substrato – riserva d’acqua” ottimale e duraturo negli anni per una più che soddisfacente crescita di specie arboree, arbustive ed erbacee. In tale ottica esistono in commercio diverse tipologie brevettate che si basano su alcune caratteristiche comuni: telo antiradice: resistenza all’azione meccanica delle radici sulle guaine (ossia teli antiradice con resistenza alle azioni chimiche e meccaniche quali, ad esempio, teli in Pvc o poliolefine); strato drenante: comprensivo al suo interno di adeguata riserva d’acqua sempre garantita e comunque proporzionale allo spessore della stratigrafia sovrastante; tessuto divisorio: per dividere permanentemente lo strato drenante e di accumulo dell’acqua dallo strato di coltivo; terriccio alleggerito permanente: con fattore di compattazione basso e con scarsa o nulla presenza di particelle fini; l’altezza totale della stratigrafia: deve essere studiata e proporzionata in funzione alla tipologia di verde che si intende realizzare (verde estensivo, verde intensivo, ecc.). In linea di massima gli interventi di manutenzione ed agronomici di un giardino pensile non sono dissimili da quelli adottati per il verde in piena terra. In aggiunta occorre però prevedere interventi di manutenzione specialistica rivolti agli elementi tecnici che compongono gli impianti di drenaggio e di irrigazione.

Sara Fresi

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