AVANTI A SINISTRA – Riteniamo l’unità delle forze di sinistra un valore indispensabile.

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L’obiettivo di una forza di sinistra consapevole è fornire risposte ai bisogni comuni, al lavoro, all’ambiente, alla qualità della vita nella sua più generale accezione: anche assumendo responsabilità di governo, ove il governare consenta di dare sostanza ai propri valori di migliorare le condizioni materiali delle persone che si rappresentano e dell’intera comunità.

Ma se l’unità è un valore, non può prescindere dal merito che la deve creare, dai valori che le alleanze prendono a riferimento e dalla sostanza delle politiche.
Perché difendere l’unità in astratto, rappresenta un errore, un appiattimento che non può più alimentare alcuna speranza ma rischia invece, anche inconsapevolmente, di inasprire disaffezioni e stanchezze ormai molto diffuse: Civitavecchia docet!
La stagione del centro sinistra in Italia è finita, occorre dirlo con la dovuta nettezza e chiarezza, ed è finita perché il Partito Democratico si è connotato di elementi valoriali distinti e distanti dalla Sinistra: l’attacco ai partigiani da parte della ministra Boschi rappresenta solo uno degli ultimi vergognosi esempi.

Questo governo a guida PD ha prodotto danni sul lavoro, sui diritti, sulla scuola pubblica, sulla sanità pubblica, sulle riforme costituzionali; il tradimento del referendum sull’acqua segna una distanza evidente rispetto alla stessa definizione di sinistra.
Questa è la rappresentazione grafica del Partito Democratico di Renzi e riteniamo che in queste condizioni politiche nessun accordo è possibile con il PD, a nessun livello di governo.
Questione di prospettiva.
Questione di culture.
Questione di modus operandi politico.
Questione di cosa si intende del “fare politica”.

Pensiamo anche che, per avviare una seria e reale opera di ricostruzione della Sinistra, sia giunta l’ora di fare chiarezza delle ambiguità tra una parte che vuole alleanze subalterne con il PD e quanti pensano a una Sinistra in profonda discontinuità, con programmi chiari, trasparenti, efficaci, scongiurando gli scimmiottamenti delle politiche di destra, delle logiche del mercato, dell’austerità.
La sinistra dove la politica torni a fare il proprio ruolo di proposta e controllo delle governance, ponendo come base di riferimento etica, trasparenza, questione morale.

La candidatura di Fassina a Roma va in questa direzione, aggregando la sinistra attorno ad un proposta di alternativa all’arroganza di Renzi che ha prima abbattuto un governo della città legittimamente eletto, con Marino sindaco, e poi imposto l’improbabile Giachetti, in funzione esclusivamente della sua logica di apparato, indifferente al benessere della città.

Un progetto politico che, a prescindere da quali saranno gli esiti elettorali, rappresenta un’avanguardia di assoluto rilievo per tutta la sinistra italiana.
Ripartiamo da qui, da sinistra.
Lucia Bartolini – Edmondo Cosentino

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