Acqua pubblica, giovedì la pronuncia del Consiglio di Stato

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CIVITAVECCHIA – Giovedì 9 marzo il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso congiunto da parte del Comune di Civitavecchia insieme ai Comuni di Ladispoli, Agosta, Arsoli, Canale Monterano, Marano Equo e Roviano avverso la sentenza del Tar Lazio, in merito alla diffida della Regione Lazio che aveva intimato ai Comuni di passare il servizio idrico ad Acea.
“E’ nostra intenzione difendere il risultato referendario del 2011 – afferma il sindaco Cozzolino – e questa amministrazione sta facendo tutto ciò che è in suo potere per difendere quella che è una delle 5 stelle del nostro movimento. Nel nostro ricorso abbiamo sollevato anche la questione di legittimità costituzionale, oltre a richiedere al Consiglio di Stato di pronunciarsi nel merito”.
“Laddove l’acqua è stata privatizzata c’è stato di tutto fuorchè un effettivo miglioramento del servizio, essenziale, per i nostri concittadini – afferma il consigliere comunale Rolando La Rosa – compreso l’aumento delle tariffe ed il distacco dalle utenze per i morosi, a prescindere dalle loro condizioni socio-economiche. Un fatto gravissimo e che potrebbe avere serie ripercussioni sulle fasce più deboli. Quest’amministrazione è al lavoro per risolvere le tante problematiche del servizio idrico lasciate in sospeso da decenni e questo è ciò che vogliamo fare: risolvere strutturalmente i problemi, garantire il servizio e di buona qualità a tutti gli abitanti di Civitavecchia. L’auspicio è che il Consiglio di Stato accolga le tesi dei nostri avvocati e che l’acqua rimanga un bene pubblico”.

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