“Accoglienza e integrazione: una sfida vincere”

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CIVITAVECCHIA – Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’iniziativa di ieri all’aula Pucci. Credo infatti che il dibattito su temi come l’accoglienza e le sue modalità debba coinvolgere non solo le istituzioni ma anche le forze politiche, le associazioni che ogni giorno lavorano sull’accoglienza e sull’integrazione e i cittadini che inevitabilmente saranno coinvolti dall’arrivo di diversi richiedenti asilo nella nostra città.
La modalità di accoglienza prevista dal sistema SPRAR è una modalità positiva perchè va nel senso opposto rispetto ai grandi centri che in questi anni sono stati anche luoghi di malaffare e troppo spesso luoghi di violazione dei diritti umani. Noi crediamo che l’accoglienza di queste persone che, voglio ribadirlo, sono persone che vengono da situazioni difficili, in piccoli gruppi dislocati in diverse zone della città, aiuti il processo d’integrazione con la nostra comunità. Civitavecchia è una città accogliente ma sappiamo che l’improvviso arrivo alla De Carolis di quasi 800 tunisini nel febbraio del 2011, all’inizio delle primavere arabe, ha lasciato brutti ricordi in larga parte dei nostri concittadini. Oggi però si tratta di una situazione diversa, abbiamo la possibilità di organizzare l’accoglienza, parliamo tra l’altro di numeri diversi. Ma parliamo soprattutto di modalità diverse. I progetti Sprar ai quali hanno aderito fino ad oggi circa 3000 comuni italiani stanno funzionando perché sono coinvolte le istituzioni e le comunità locali e anche qui abbiamo la possibilità di dimostrare che una diversa forma di accoglienza che punti all’integrazione di queste persone può funzionare. Chiaramente non può esservi accoglienza fuori dalle regole e dal principio di reciprocità. Il PD e’ impegnato a livello nazionale ed europeo per fronteggiare questo fenomeno nella maniera più umana e civile possibile ma se è giusto chiedere all’Europa di gestire questa questione secondo un principio di responsabilità condivisa e’ giusto che anche in Italia tutti i comuni facciano la propria parte. Perché se le persone che richiedono protezione fossero equamente distribuite forse non ci sarebbero centri enormi che sono percepiti dai cittadini come fonti di pericolo continuo. Abbiamo esempi positivi anche nei comuni di Tolfa e Santa Marinella gestiti dall’ARCI. Li sta funzionando e anche qui potrebbe funzionare. Siamo coscienti e non prendiamo sottogamba le paure dei cittadini, la nostra città va rispettata e adeguatamente informata.
A noi il compito di cambiare il racconto nelle piazze, un racconto fatto di paure, di pregiudizi e di bugie, attraverso l’organizzazione di incontri volti a sensibilizzare e a richiamare l’attenzione sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza integrata.

Jenny Crisostomi – Segreteria PD Civitavecchia

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