Ora è emergenza profughi anche per la Germania

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Dopo gli appelli lanciati dal Nostro Paese sullo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale per l’eccezionale afflusso di cittadini provenienti dai Paesi del Nord Africa, ai più noto, almeno nella prima fase, come “Emergenza Nord Africa”, l’altro ieri anche il ministro dell’interno tedesco Thomans De Maizière ha presentato, le stime sul numero di richiedenti l’asilo attesi per il 2015. Secondo i media fino a 800’000, vale a dire il doppio rispetto a quanto stabilito in precedenza. Ad oggi il paese ha ricevuto il 43% delle richieste totali fatte in Europa quest’anno. Per la Germania si tratta di un primato assoluto, dato che le ultime previsioni parlavano di 500’000 persone. “Una sfida che riusciremo a gestire”  ha sottolineato il ministro. “È tempo di una soluzione europea”, ha aggiunto. Secondo quanto riporta il giornale economico Handelsblatt, che ha citato fonti governative, il fenomeno, in crescita durante questi mesi estivi, è stato ampiamente sottovalutato dalla politica, che ha prodotto previsioni troppo ottimistiche: la testata riferisce pure del clima teso in cui il maggiore partito di governo, la CDU di Angela Merkel, tratta i dati sui profughi. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, “una buona notizia in mezzo a tante tragedie anche se resta però la delusione che ad oggi non è dato comprendere il destino di queste migliaia di persone, letteralmente fuggite dai propri paesi per le gravi crisi che questi continuano ad attraversare e che probabilmente non potranno rientrare per i prossimi anni nello stato d’origine per il rischio di essere perseguitati per le più svariate ragioni”. “D’altro canto – aggiunge – quanto rilevato in Germania, che a questo punto si palesa come il paese più attrattivo d’Europa dimostrando che i nostri confini rappresentano per la gran parte dei migranti una barriera di transito, smentisce categoricamente le affermazioni di quei leader politici italiani che solo a fini populistici, agitano lo spauracchio dell’immigrazione quale primo dei nostri mali.Infine, i dati tedeschi rappresentano l’ennesima evidenza che é l’Europa intera a doversi assumersi una responsabilità collettiva e definitiva per garantire a questi migranti un futuro dignitoso, almeno dopo la fine dell’emergenza, al fine di poter dire basta ad un assistenzialismo che può essere condiviso solo in una fase critica, ma che non può durare all’infinito”.

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