Ecco i 20 nuovi siti patrimonio Unesco

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Per quanto concerne il nostro Paese si può ben dire che anche questa volta è “andata bene” nel senso che l’Italia rimane prima nel possesso dei prestigiosi Siti UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità in quanto con l’imprimatur avuto con la “new entry” Ivrea (Sito culturale), città industriale definita “progetto sociale modello” sale a 54 Realtà (fra culturali e naturali non possediamo Siti misti) inserite nella World Heritage List sempre però seguita dalla Cina che con il Fanjingshan (Sito naturale) da 52 va a 53.

Sì è vero che non si tratta di una gara però è noto in tutto il mondo quanto sia importante e prestigioso esse la prima Nazione in questa speciale graduatoria di Luoghi Protetti dall’ONU tramite la sua speciale Agenzia dell’UNESCO, e l’Italia conduce questa classifica da ben 14 anni ( un record assoluto – NdR) da quando possedeva già 39 iscrizioni  (all’epoca, correva l’anno 2004, ne ottenne due con l’unicum etrusco di Cerveteri/Tarquinia – Sito culturale e con la Val d’Orcia – Sito naturale) ed era seguita dalla Spagna con 37 mentre i Siti UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità vaticinati in tutto il pianeta erano 788. L’elenco oggi comprende, in tutto, 1.092 Siti fra culturali, naturali e misti che sono presenti in 167 paesi.

Il Committee UNESCO (di cui l’Italia, è bene dirlo, non fa e non ha mai fatto parte) che quest’anno si è riunito a Manama, in Bahrein dal 24 giugno al 4 luglio, ha scelto altri Siti mondiali Patrimonio dell’Umanità tenendo fede alla “mission” statutaria dell’UNESCO che è quella di proteggere e conservare luoghi significativi dal punto di vista storico, culturale ed ambientale.

Per quanto concerne il nuovo Sito italico questa è la motivazione con la quale la suddetta prestigiosa Agenzia dell’ONU ha scelto la città piemontese tra i nuovi Siti culturali da tutelare: “Un progetto sociale modello, Ivrea esprime una visione moderna del rapporto tra produzione industriale e architettura.” La città industriale comprende una grande fabbrica e edifici progettati per servire l’amministrazione e i servizi sociali, così come le unità residenziali. Progettato da importanti urbanisti e architetti italiani, per lo più tra il 1930 e il 1960,il complesso architettonico riflette le idee del Movimento Comunitario. Quest’anno le proposte pervenute all’UNESCO erano 33 e fra queste ne sono state scelte 20 delle quali nove si trovano in Asia, quattro in Europa, tre in America, tre in Africa e uno in Oceania. Eccone a  seguire l’elenco diviso secondo le relative proprietà.

Proprietà culturali: da  Aasivissuit a Nipisat (Groenlandia); Oasi Al-Ahsa, un paesaggio culturale in evoluzione (Arabia Saudita); Antica città di Qalhat (Oman); Complesso archeologico di  Hedeby e Danevirke  (Germania); Califfato Città di Medina Azahara (Spagna); Göbekli Tepe (Turchia); Siti cristiani nascosti nella regione di Nagasaki (Giappone); Ivrea, città industriale del XX secolo (Italia); Cattedrale di Naumburg (Germania); Sansa, monasteri buddisti di montagna(Corea del Sud); Siti archeologici Sasanidi (Iran); Sito archeologico Thimlich Ohinga (Kenya);Mumbai Neo-gotica e Art Deco (India).

Proprietà naturali: le montagne Makhonjwa (Sudafrica); Chaîne des Puys e Limagne (Francia); il Fanjingshan (Cina).

Proprietà mista:  Parco Nazionale Chiribiquete – “The Maloca of the Jaguar” (Colombia); Pimachiowin Aki (Canada);Valle Tehuacán-Cuicatlán:habitat originario della Mesoamerica (Messico).

È stata vaticinata anche una  Modifica significativa dei confini della Proprietà naturale della valle del fiume Bikin (Federazione Russa). Per quanto concerne l’Italia ricordiamo che l’UNESCO, per ora, non ha incluso Venezia nella black-list (Lista nera che spesso  può precludere alla cancellazione del Sito) dei Siti in pericolo precisando che: “ Lo status di Venezia come Patrimonio dell’Umanità sarà congelato fino al 2019 in attesa che il Governo ed il Comune presentino un piano dettagliato su turismo e grandi navi che dovrà essere consegnato entro il 1 dicembre 2018”. C’è solo da sperare che le due succitate realtà italiane provvedano in tempo utile ad ottemperare a ciò perché, diciamolo pure con chiarezza, solo l’idea che un Sito UNESCO per eccellenza, unico al mondo, quale è la nostra fantastica ed universalmente amatissima ed ammiratissima città lagunare di Venezia, rischi di essere estromessa dalla World Heritage List dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità per scelte non effettuate od effettuate erroneamente mette semplicemente i “brividi”, anche se siamo (quasi certi, un ragionevole dubbio vi è sempre su tutte le azioni umane) che ciò non avverrà e “Venezia e la sua Laguna” Sito UNESCO dal 1987 (quinto Sito italiano scelto all’epoca insieme alla Piazza del Duomo di Pisa) rimarrà semplicemente tale.

 

Arnaldo Gioacchini – Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale  UNESCO

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