Apple ricorre in appello contro l’FBI

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Non solo in rete ma anche con manifestazioni per le strade, che negli Stati Uniti si sostiene
la battaglia per la privacy portata avanti da Apple.

A Washington di fronte alla sede dell’FBI alcune decine di manifestanti hanno appoggiato la scelta del colosso di Cupertino di presentare ricorso contro l’ordine del Tribunale federale che chiedeva all’azienda di decrittare l’iPhone di uno dei terroristi di San Bernardino.

Noi saremmo disposti a collaborare – precisa dai vertici di Apple, Tim Cook – se fossimo in grado di ottenere le ulteriori informazioni sul cellulare, senza coinvolgere i dati personali di centinaia di milioni di persone”.

Il ricorso rappresenta una sfida aperta oltre che alla magistratura statunitese all’FBI.

Io rispetto la privacy – sottolinea James Comey, direttore dell’FBI – e mi piace quando un’azienda assicura che i nostri dati personali sono tutelati. Ma poi faccio un passo indietro quando penso che le forze dell’ordine stanno agendo per salvare delle vite. Sono disposizioni dei Tribunali che avvengono tramite dei mandati di perquisizione, preceduti spesso da intercettazioni telefoniche”.

La Apple, diventata paladina inattesa delle libertà fondamentali dei cittadini, si rifiuta di
fornire alla magistratura il codice criptato dell’iPhone usato dai terroristi di San Bernardino. Nell’attacco avvenuto in California, lo scorso 2 dicembre morirono 14 persone.

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