Il presunto miracolo della Madonnina di Pantano ha ridestato in queste settimane i clamori nazionali, nel decennale della prima lacrimazione della statuetta della famiglia Gregori. Telegiornali, radio, quotidiani e trasmissioni di grido, come addirittura “Porta a Porta” e “L’Infedele”, si sono scomodati per tornare a parlare di un evento ritenuto sovrannaturale e inspiegabile. Ma se smisurato spazio è stato offerto da tutti i mass media a coloro che sostengono la miracolosità del fenomeno, pressoché inesistente è stata l’attenzione concessa a chi, sulla soprannaturalità dell’evento, ha sempre espresso i propri dubbi.
Abbiamo quindi intervistato l’Avv. Enrico Veneruso, il legale che nel 1995, per conto del Codacons, presentò una denuncia per abuso della credulità popolare in merito alla vicenda della Madonnina di Pantano.
Avv. Veneruso, dove può essere stabilito, per prima cosa, il confine tra fenomeno religioso e fenomeno ingannevole, tale da far presupporre un abuso della credulità popolare?
E’ bene chiarire fin da subito un aspetto: non si mette sotto accusa il fatto che una persona creda. Ciò su cui si deve vigilare è che non si verifichino fenomeni evidentemente artefatti con lo scopo di utilizzare e abusare di una credulità collettiva per fini che esulano completamente dall’aspetto religioso. Nel caso della Madonnina di Pantano ritengo che questi presupposti ci siano tutti.
E’ ipotizzabile oggi, anche alla luce delle clamorose novità emerse con le ultime dichiarazioni di Mons. Grillo e Fabio Gregori (trasudazioni di olio profumato, Luna che rotea e immagini di Cristo sulla stessa Luna), una riapertura del caso?
La denuncia che presentammo come Codacons per abuso della credulità popolare è stata archiviata nel 2000. Il caso ormai è chiuso e riaprirlo sarebbe impensabile, dato che, anche se ci sono elementi nuovi, nella sostanza il fatto contestato è rimasto immutato. Sarebbe opportuno però, soprattutto alla luce della ribalta nazionale dell’evento e delle cose affermate in questi giorni, fare chiarezza su vari aspetti che rischiano, così come vengono raccontati, di fuorviare la conoscenza reale dei fatti. In primis, le presunte lacrimazioni successive alla data del 3 febbraio, comprese quelle della statuina nelle mani del Vescovo. La perizia effettuata dal Tribunale ha espresso un giudizio chiarissimo, peraltro confermato nella richiesta di archiviazione del Pm La Rosa: nessuna lacrimazione è stata riscontrata dopo il giorno 3 febbraio, ultima data in cui, secondo il perito, è scientificamente dimostrabile la fuoriuscita e la presenza di sangue sulla statuina. In questo contesto si inseriscono situazioni anomale nelle modalità che, a detta di Mons. Grillo, avrebbero accompagnato la lacrimazione della Madonnina tra le sue mani. Ad esempio proprio il fatto che la Madonnina avrebbe pianto tra le mani del Vescovo, il quale però non ha conservato alcuna traccia; sarebbe stato interessante comparare questo sangue con quello pianto dalla Madonnina nel giardino dei Gregori. Questo e molto altro, come il mancato esame del Dna dello stesso Fabio Gregori, si sarebbe dovuto approfondire meglio.
Il Sig. Gregori, però, ha fatto sapere che oggi sarebbe pienamente disponibile all’esame del Dna.
Mi sembra una disponibilità fuorviante anche questa. Il Sig. Gregori e il suo avvocato sanno benissimo che il caso è stato archiviato e che eventuali reati si accertassero oggi, anche con l’esame del Dna, cadrebbero in prescrizione. Anche questa è stata una frase ad effetto ad uso e consumo dei mass media. L’esame del Dna poteva farlo nel 1995. Inoltre, se si voleva sgombrare ogni dubbio, tale esame lo poteva richiedere la Commissione teologica che si occupò della Madonnina, l’unico organismo di cui Gregori, come affermò lui stesso, avrebbe riconosciuto e accettato l’invito. Ma la Commissione teologica, pur potendolo fare, si guardò bene dal richiedere a Gregori l’esame del Dna.
Avv. Veneruso, a dieci anni di distanza dalla prima lacrimazione, qual è l’aspetto secondo lei più sospetto o anomalo dell’intera vicenda della Madonnina?
Aspetti anomali, come ho detto, ce ne sono tanti. Certo quello che più mi colpisce oggi, è come improvvisamente il presunto miracolo è stato riportato agli onori della cronaca nazionale. Non credo di azzardare nel dire che esiste una volontà molto forte, se non un potere nascosto, di parlare del fenomeno di Pantano e di conferirgli una connotazione miracolosa. Una anomalia evidente, fin dall’inizio, c’è stata in tutta questa vicenda, anche rispetto ad altre situazioni simili verificatesi precedentemente o contemporaneamente in Italia, quando in più casi si segnalarono Madonnine che piangevano: Civitavecchia è stato l’unico posto dove il giorno dopo la prima lacrimazione si parlava già di Santuari e terreni da comprare. E così, mentre in altri posti l’annuncio di una lacrimazione si è rivelata effettivamente una burla, qui si è trasformato in miracolo. Troppi interessi economici gravitano intorno alla Madonnina di Pantano. Del resto siamo a soli 70 km da Roma, dove ogni anno si recano milioni di pellegrini, mentre quasi un milione di persone sbarca ogni anno a Civitavecchia con le navi da crociera. Pantano è un luogo ottimale per la realizzazione di un Santuario, con tutte le condizioni per diventare una nuova Lourdes. E questo dovrebbe far pensare molto”.
Pensa comunque di intentare nuovi procedimenti legali?
Il caso relativo alla nostra denuncia, lo ripeto, è stato archiviato. Certo sarebbe interessante scrivere un contro dossier rispetto a quello appena pubblicato da Mons. Grillo.
M.G.
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