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Mer. 23 Ottobtre 2019

“I nuovi Casaccari” – 2° posto

Alessandro Battilocchio

ClorisBrosca

Poteva mancare un socialista doc nella classifica dei nuovi casaccari? Assolutamente no. E il suo curriculum vitae mette i brividi, consegnandogli a pieni voti un meritatissimo secondo posto nella classifica de “I nuovi Casaccari”. Alessandro Battilocchio, classe 1977, profondo estimatore di Bettino Craxi alla cui tomba di Hammamet si reca ogni anno a rendere doveroso omaggio, amico intimo della figlia Stefania e del discotecaro Gianni De MIchelis, esordisce in politica nel 1996 come Assessore alla cultura del Comune di Tolfa, nella giunta di centrosinistra del Sindaco Pietro Lucidi. Cinque anni dopo, lanciato da quel suo promettente incarico, si candida a sindaco… ma con il centrodestra! E da primo cittadino si distingue per una memorabile iniziativa: l’intitolazione di una strada al fascista Almirante. Contemporaneamente si schiera a sostegno del missino Francesco Storace alle elezioni regionali del 2001. Si continua a dichiarare socialista ma nel 2004 si candida con il Nuovo Psi, forza che a livello nazionale sostiene il Governo Berlusconi, al Parlamento europeo di Strasburgo, dove viene eletto a soli 27 anni insieme allo stesso De Michelis risultando il più giovane europarlamentare. Il feeling con il centrodestra prosegue anche nel 2006 quando si ricandida, ancora con successo, a Sindaco di Tolfa, sempre al fianco dei Berlusconi boys. Nel 2009 però pare ravvedersi. Si rivota per il Parlamento europeo e torna con il centrosinistra candidandosi nella lista di Sinistra e Libertà, pur essendo sindaco di una amministrazione di centrodestra. Manca l’elezione e sente la nostalgia dei suoi proverbiali salti della quaglia, andando in fibrillazione per la ricerca di una nuova casacca. E’ di nuovo quella del centrodestra: appena un anno dopo, infatti, e siamo nel 2010, Battilocchio abbandona Sinistra e Libertà e si candida alla Regione con la lista di Renata Polverini, sperticandosi in sorrisi e pacche sulle spalle con il gotha regionale del Pdl contro il quale, appena un anno prima, si schierava in rabbioso contrasto. Niente poltrona alla Pisana però questa volta, l’elettorato lo boccia e lui resta in spasmodica attesa del suo prossimo salto mortale: dove planerà? Le scommesse sono aperte. Nel frattempo applausi scroscianti ad un autentico fuoriclasse del trasformismo.


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