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Mar. 22 Ottobtre 2019

Tidei chiama i Medici alla mobilitazione

Lettera aperta del Deputato ai Medici di Civitavecchia e del comprensorio per sollecitare una opposizione unitaria e radicale ai progetti di ulteriore inquinamento del territorio

Gianna

CIVITAVECCHIA – Un appello ai Medici di Civitavecchia e del comprensorio perché riprendano la battaglia contro l’inquinamento e contro le ipotesi di combustione dei rifiuti sempre più insistenti dentro la centrale di Torre Valdaliga Nord. Lo lancia l’On. Pietro Tidei che, criticando la scarsa mobilitazione in atto contro <scelte scellerate per il nostro futuro> propone un patto politico per contrastarle.
Di seguito il testo integrale della sua lettera.

<La politica energetica in atto sul nostro territorio, suggellata dalle recenti parole del Ministro Prestigiacomo, sta delineando un futuro ambientale sempre più preoccupante per tutta la popolazione dell’Alto Lazio. Non solo tre centrali termoelettriche che costituiscono insieme il più grande polo energetico d’Europa, non solo il Porto con i maggiori approdi croceristici di tutto il Mediterraneo, non solo migliaia di transiti automobilistici al giorno su infrastrutture nodali come l’autostrada A12 e la statale Aurelia, non solo un cementificio ancora attivo nel centro di Civitavecchia, non solo una conversione a carbone di Torre Valdaliga Nord ormai in fase di ultimazione; a tutto ciò è ormai palese, proprio per voce governativa, l’intenzione di aggiungere la combustione di cdr nel quarto Gruppo di Tvn, il tentativo di non dismettere il quarto Gruppo di Tvs e, ancora più palesemente, l’intenzione di smaltire a Civitavecchia, attraverso Tvn, o il sistema Arrow Bio o una discarica a pochi passi di Allumiere, migliaia di tonnellate annue di rifiuti di Roma.
Non credo sia necessario esprimere particolari commenti a questo quadro fosco e criminale che si sta abbattendo sui cittadini del nostro territorio, così come, soprattutto, appare quasi superfluo ricordare con quali dati rabbrividenti ripetute ricerche epidemiologiche hanno certificato l’imponente diffusione nell’Alto Lazio di affezioni alle vie respiratorie e l’incidenza del tumore al polmone in percentuali superiori alla media nazionale. Il pesantissimo inquinamento ambientale, con le sue conseguenze patologiche e mortifere, che affligge Civitavecchia è ormai un dato di fatto. Così come le politiche energetiche e ambientali in atto, a tutti i livelli istituzionali, che non mirano ad un contrasto dell’inquinamento ma semmai ad un ulteriore aggravio dei danni ambientali che già stiamo subendo.
Voglio allora appellarmi a chi, in questi anni, ha combattuto strenuamente contro la riconversione a carbone di Tvn e contro l’inquinamento del territorio, a quei medici che hanno contribuito a lanciare l’allarme sui danni alla salute diffondendo una cultura della consapevolezza dell’inquinamento subito. Persone che, in nome di un ambientalismo “senza se e senza ma”, si sono anche avventurate in competizioni elettorali contribuendo talvolta, disperdendo voti, all’elezione di amministrazioni di centrodestra tutt’altro che sensibili alla tutela dell’ambiente, come i recenti fatti dimostrano.
So che alcuni di questi medici continuano con abnegazione e dedizione ad impegnarsi nella sensibilizzazione dei cittadini e nella vigilanza delle istituzioni, ma anche che molti altri, dopo anni di battaglie radicali, si sono rifugiati in un preoccupante silenzio e in una incomprensibile indifferenza. Proprio ora che ulteriori e più nocive nubi si addensano sulle nostre teste la loro ribellione è assente. Non è mia intenzione indagarne le ragioni, ma certamente è mio interesse risvegliarne le coscienze.
Ora più che mai, con il cdr che si affaccia a Torre Nord, con combustibili non definiti che si prospettano a Torre sud, con i rifiuti di Roma che si avvicinano a Civitavecchia, c’è bisogno della totale mobilitazione dei medici perché contribuiscano a sensibilizzare la popolazione e a contrastare amministrazioni e istituzioni scellerate nelle loro decisioni. A questi medici chiedo di rialzare la testa, offrendo un patto con quella classe politica che a scelte devastanti per il futuro del territorio vuole opporsi strenuamente, per contribuire insieme a difendere le nostre città, le nostre famiglie e i nostri figli.
A questi medici chiedo di tornare in campo e di rialzare forte la voce, unendo le forze contro chi ha deciso di svendere l’Alto Lazio in cambio di qualche denaro e di troppi morti>.


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reg. Trib. di Civitavecchia n° 3/2000
del 14 settembre 2000
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