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Dom. 16 Dicembre 2018

La salma di Andrea Moneta riposa ora a S. Marinella

Una sentita cerimonia ha accompagnato la tumulazione nella tomba di famiglia del giovane carabinieri vittima della strage del Pilastro

Gianna

SANTA MARINELLA – Da sabato mattina alle 12, la salma di Andrea Moneta, il carabiniere ventunenne che per un periodo di tempo fece servizio anche alla stazione di Santa Severa e che venne ucciso il 4 gennaio del 1991, al quartiere Pilastro a Bologna dai fratelli Savi, riposa nella tomba di famiglia. Con una solenne cerimonia infatti, il corpo del giovane militare è stato trasportato dal cimitero del Verano a quello di Santa Marinella. E’ stata un’auto con il tettino trasparente, scortata da due motociclisti dei Carabinieri in alta uniforme, a trasferire la bara di zinco avvolta nella bandiera tricolore, da Roma a Santa Marinella. Ad attenderla, i genitori del ragazzo scomparso Domenico Moneta e Paola Cavallari e la sorella Alessandra, il maggiore dei Carabinieri Francesco Cavallo e il sindaco Franco Bordicchia. A rendere gli onori è stato il picchetto d’onore dei Carabinieri. Prima di essere tumulata, la salma è stata portata nella piccola chiesetta del cimitero, dove il cappellano ha tenuto una funzione religiosa. “La storia di Andrea – ha detto il parroco – è una di quelle storie che si ripetono da migliaia di anni. Lui infatti, come Gesù, è stato vittima della malvagità umana. Oggi però il ragazzo non sa più cos’è la sofferenza e da lassù ci sta guardando e prega per tutti coloro che gli hanno voluto bene e per i suoi colleghi. Noi dobbiamo onorare il suo sacrificio”. Andrea Moneta cadde in una imboscata insieme ad altri due colleghi Otello Stefanini e Mauro Mitilini ad opera della “banda della Uno bianca” che in quegli anni fece diverse vittime nella città emiliana. Era arrivato a Bologna in giorno prima del conflitto armato e gli chiesero di cambiare il turno. Mentre era in un giro di perlustrazione, venne affrontato dai fratelli Savi che lo uccisero con diversi colpi di mitraglietta. Per questo gli fu assegnata una medaglia d’oro al valore che ieri era deposta insieme al suo berretto sulla sua bara vicino ad un giglio bianco. Dopo la funzione, la salma è stata tumulata nella tomba di famiglia. “Abbiamo voluto portare Andrea a Santa Marinella – ha detto il papà – per averlo vicino a noi”. I Moneta infatti, da tre anni si sono trasferiti in città e solo da pochi giorni sono riusciti a portare la salma il figliolo nel cimitero comunale per le solite lungaggini burocratiche.


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