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Mar. 22 Ottobtre 2019

Comincia l'era del carbone

Inaugurato questa mattina il primo gruppo riconvertito di Torre Valdaliga Nord. Assente Berlusconi

ClorisBrosca

CIVITAVECCHIA – E’ stata inaugurata questa mattina, con tutti i crismi che un tale evento richiedeva, la Centrale Enel a cosiddetto “carbone pulito”.
Alla inaugurazione è mancato però il primo ed il più atteso degli ospiti, il premier Silvio Berlusconi, che secondo quanto affermato dal Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (nella foto) <è stato bloccato da impegni improvvisi ed improrogabili>.
Altri nomi illustri hanno comunque tenuto a battesimo la nuova centrale, a partire dal già citato Ministro Scajola, affiancato dal vicepremier Gianni Letta, dal Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, dai top manager di Enel guidati dal Presidente Piero Gnudi e dall’Amministratore Delegato Fulvio Conti, insieme con le autorità politiche e religiose locali con il Sindaco Moscherini in testa. La centrale, così rinnovata sarà in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica del Lazio, pari a circa il 4% dei consumi nazionali. Nella realizzazione dell’opera sono state impiegate 3500 persone per 15 milioni di ore lavorative (200 ad opera completa), di oltre 200 ditte delle quali 70 locali. L’impianto, con una capacità totale di 1.980 MW è composto da 3 gruppi, uno in meno del vecchio impianto. Tale riduzione di taglia comporterà un abbattimento del 18% anche delle emissioni di anidride carbonica.
<E’ con una certa emozione - ha affermato Fulvio Conti – che prendo la parola in questo luogo, esempio della tecnica e dell’ingegneria italiana, che fra qualche settimana accoglierà il primo carbone. Emozione perché questa centrale è prima di tutto la dimostrazione dell’orgoglio italiano di fare impresa, della competenza dei nostri ingegneri e delle nostre imprese, della capacità e tenacia dell’Enel. Troppo spesso ascoltiamo parole di sfiducia sulla capacità italiana di essere al vertice della tecnologia e dell’innovazione, quasi che la nostra scuola ingegneristica, che ha costruito ponti, dighe, porti, centrali, impianti industriali ovunque al mondo, non fosse più in grado di realizzare in Italia. Abbiamo faticato molto e molti di voi lo sanno. Il nostro applauso e il nostro riconoscimento vanno prima di tutto agli oltre tremila operai, che hanno lavorato nel cantiere per oltre 15 milioni di ore. Sudore, intelligenza, esperienza e, purtroppo anche dolore con le morti dei due operai Cozzolino e Ciffary, per aver costruito questo impianto. In questi anni abbiamo cercato il confronto continuo con le popolazioni, con le istituzioni locali, anche con i gruppi antagonisti. Siamo convinti di aver offerto, anche con il contributo del Governo, della Regione, dei Sindaci, trasparenza e disponibilità ed un modello di relazioni che fa dell’area di Civitavecchia un avamposto della tutela dell’ambiente e della salute. Siamo soddisfatti anche per il modello di relazioni industriali, che ha consentito la gestione esemplare e senza conflitti di uno dei più grandi cantieri d’Europa. Ringrazio in particolare l’ex Sindaco De Sio e l’attuale primo cittadino di Civitavecchia, Gianni Moscherini. Senza il loro impegno non avremmo raggiunto questo risultato>. Parole fin troppo chiare su quali amministratori i civitavecchiesi devono ringraziare in sintesi per il carbone.
<Un grazie anche al ruolo svolto dalla Capitaneria di Porto e dell’Autorità Portuale – ha proseguito Conti - In quest’area stiamo realizzando importanti parchi eolici, parchi fotovoltaici ed il porto elettrificato, primo esempio nel Mediterraneo. Attorno alla centrale si svilupperà, inoltre, un indotto di imprese moderne ed efficaci. Siamo impegnati, ora, a completare la centrale, ma soprattutto a far si che questa giornata sia l’avvio di una nuova stagione energetica per l’Italia. Siamo pronti, non appena ottenute le autorizzazioni, ad aprire il cantiere della centrale a carbone pulito di Porto Tolle nel Delta del Po e a costruire il rigassificatore di Porto Empedocle in Sicilia. Siamo pronti a proseguire nell’ammodernamento dei nostri impianti, a beneficio dei consumatori, della sicurezza e dell’indipendenza del Paese dal Petrolio e dal Gas. Enel è un valore per l’Italia: negli ultimi 8 anni ha investito nel nostro Paese 31 miliardi di euro, distribuito 25 miliardi di euro di dividendi a circa 2 milioni di azionisti, versato quasi 20 miliardi tra imposte e contributi previdenziali. Con pazienza siamo determinati ad investire nel nostro Paese ancora oltre 13 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, per creare valore per i nostri azionisti, ridurre i costi per le famiglie e le industrie, garantire sicurezza e indipendenza energetica al Paese. In questi ultimi anni, Enel è cambiata profondamente. Oggi è la seconda società elettrica europea. Ha 86mila dipendenti che vivono e lavorano in 22 Paesi nel mondo>.
<La centrale nella città non è stata vissuta come un regalo – ha invece esordito Gianni Moscherini – fin da subito si è avviato un dibattito democratico che ha portato anche a violenti scontri. Abbiamo anche incontrato i movimenti No Coke e abbiamo cercato di coinvolgerli per quanto riguarda i controlli sulla centrale. I tecnici che avranno l’onere di controllare le emissioni saranno bipartisan. Ricordo in particolare un avvenimento, quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlsconi qualche anno fa, indicando Civitavecchia su una cartina, aveva annunciato che la nostra città sarebbe stata un punto strategico per costruire nel Paese una nuova logistica portuale. Il porto oggi è arrivato all’eccellenza. Qui oggi siamo di fronte ad una nuova eccellenza. Non posso quindi fare a mano di ringraziare l’Enel ed i suo dirigenti che da subito hanno instaurato un clima di confronto per arrivare a questo risultato anche tramite accordi con i Comune del comprensorio. Siamo una città media, composta da cittadini volenterosi e che hanno voglia di fare. Viva il lavoro – ha concluso Moscherini – soprattutto il lavoro umile che permette di raggiungere livelli d’eccellenza internazionale>.
Anche il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha dimostrato interesse nei riguardi della tenuta sociale della comunità.
<Da questo luogo – ha sottolineato Marrazzo – vogliamo lanciare un messaggio: per far ripartire il sistema Italia c’è bisogno di scelte condivise. So che ci sono forze antagoniste contrarie alla centrale ma voglio dire a queste persone che si è chiusa una fase e se ne apre un'altra e si deve guardare avanti. Con le servitù si contribuisce al sistema Paese e Civitavecchia costituisce il sistema Paese. Mi impegnerò in prima persona - ha concluso Marrazzo -come garante della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente per quanto riguarda la Regione Lazio>.
<C’è bisogno di una politica energetica nuova – ha dichiarato il Ministro Scajola – in un paese che non l’ha mai avuta. Puntiamo alla diversificazione elettrica dando spazio a tutte le fonti energetici per affrancarci dalla dipendenza dal gas e dall’olio combustibile. Non vogliamo essere ricordati come il Governo del nucleare ma come quell’amministrazione che ha dato maggiore attenzione alla diversificazione delle fonti energetiche ridistribuendole su tutto il territorio nazionale. Il 50% dell’energia prodotta dal paese deriverà dal fossile, mentre i restanti 25% saranno distribuiti equamente tra nucleare e fonti rinnovabili. Intendiamo inoltre intraprendere un operazione culturale rivolta al risparmio energetico: non molti lo sanno ma in Italia lo spreco energetico si aggira intorno al 20-25%. Puntiamo a diminuire, da qui al 2020 un punto percentuale anno di spreco energetico. Questo impianto non è un attentato alla salute – ha concluso Scajola - e sono sicuro che anche i più critici col tempo se ne renderanno conto, ma serve a far vivere in modo efficiente, efficace e ambientalmente compatibile una realtà in competizione con le più grandi potenze del mondo>.
Non la pensano così ovviamente i vari no coke che hanno manifestato fuori dai cancelli della centrale. E obiettivamente non sembra pensarla così la maggior parte della popolazione dell’Alto Lazio che in questi anni ha lungamente ma inutilmente manifestato il suo dissenso contro la riconversione.


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