SANTA MARINELLA - Nell’ambito del ciclo di conferenze di divulgazione scientifica organizzate dal Gruppo Archeologico del Territorio Cerite al Castello di Santa Severa, in collaborazione con il Museo del Mare e della Navigazione Anticadi Santa Marinella, mercoledì 12 settembre alle ore 21.15 si terrà la conferenza dal titolo: "Leopoli-Cencelle: tredici anni di ricerche archeologiche"a cura della Prof.ssa Letizia Pani Ermini e della Prof.ssa Francesca Romana Stasolla (Università degli Studi di Roma "La Sapienza"). Argomento centrale della serata, uno zoom sulla città di Leopoli-Cencelle, fondata da papa Leone IV nell’854 d.C., e abbondantemente documentata dal Liber Pontificalis, oltre che da un’iscrizione attualmente conservata presso il Museo archeologico di Civitavecchia. Il sito archeologico e le rovine dell’insediamento sono collocate a m.168 s.l.m, e contornata da una cinta muraria, tuttora in gran parte conservate. Il percorso delle mura, intervallato da torri rettangolari, è ben individuabile e conserva i lacerti di strutture più antiche inglobate nella costruzione di Leone IV, che si distingue per l’uso di grossi blocchi di tufo. Lo scavo archeologico negli anni ha riportato alla luce una serie di edifici testimoniano le numerose trasformazioni che la città ha subito, raggiungendo il suo apice di densità abitativa nel corso del duecento in concomitanza con una ricchezza economica e di scambi commerciali ben testimoniati dalle fonti storiche. Allo stato attuale delle indagini, gli scavi hanno messo in evidenza la presenza di strutture lignee e di domus con torri, databili alla metà dell’XI secolo, occupate, poi, da una fitta serie di case a schiera con botteghe e luoghi di lavorazione che hanno fatto assumere, tra due e trecento, al quartiere sud-orientale di Cencelle una connotazione prevalentemente artigiana. L’area centrale ha restituito un interessante complesso di edifici (le due torri fanno parte di un articolato insieme di strutture che rappresentano, molto probabilmente, il centro dell’autorità civile della città) che si affaccia su di una platea dove è situata una chiesa, di cui emergeva solo la cripta in stile romanico. Agli scavi, ogni anno, partecipano gli studenti dei corsi di laurea delle due università (Roma “La Sapienza”e Chieti), gli allievi della I Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Roma “La Sapienza” e un’équipe dell’Ecole Française de Rome, che operano su Concessione ministeriale con l’accordo della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria meridionale e della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio; tutte le strutture messe in luce vengono restaurate secondo le indicazioni delle due Soprintendenze e l’area, di proprietà privata, è recintata e non accessibile al pubblico, se non con visite guidate organizzate dai responsabili del progetto scientifico.
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