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Mar. 9 Febbraio 2010
CentroStudiAirone

Maglia nera a Corso Francia per l’inquinamento

Assegnato al viale capitolino il “riconoscimento” di Legambiente Lazio

GiannaNannini

ROMA - <Bisogna rilanciare con forza la cura del ferro, ma anche targhe alterne in tutto il Lazio, blocchi del traffico programmati e car sharing per riportare nei limiti la concentrazione di polveri sottili nell’aria>. Riparte Mal’aria, l’ormai storica campagna delle lenzuola bianche antismog di Legambiente nata per dire con forza No allo smog, per rilanciare la battaglia contro l’inquinamento atmosferico e a favore della mobilità sostenibile. Oggi a Roma il lancio, con la presentazione del dossier regionale “PM10 ti tengo d’occhio”, un attento monitoraggio della situazione d’inquinamento atmosferico in tutte le città laziali, sulla base dei dati raccolti dalle 16 centraline di monitoraggio dell’ARPA Lazio sparse per il territorio. E su sedici centraline ben tredici (l’81,2% del totale) risultano aver superato per ben più dei fatidici 35 giorni che la legge “permette” al fine di compiere il percorso per adeguarsi entro il 2010 alle normative: maglia nera alla centralina di Corso Francia nel Comune di Roma, con 126 superamenti rilevati fino al 4 Dicembre, che stanno a significare che dall’inizio dell’anno un giorno su tre la concentrazione delle polveri sottili PM10 è stata oltre i limiti stabiliti per legge. Peggiora la situazione il fatto che questa centralina aveva già raggiunto il limite di 35 giorni di superamento fissato per legge agli inizi di Marzo, ad appenda tre mesi dall’inizio del nuovo anno. Al secondo posto di questa triste classifica la centralina di Frosinone Scalo, a pari merito con 107 superamenti “fuori legge” con quella romana di Piazza Fermi. A seguire nella classifica regionale Preneste nella Capitale con 100 superamenti, Colleferro (Rm) ed Arenula a Roma con 84 superamenti, Magna Grecia a Roma con 83 superamenti, Guidonia (Rm) e Cinecittà a Roma con 71 superamenti; 55 i giorni di superamento ad Anagni (Fr), 51 a Latina, 37 a Villa Ada e 35 a Rieti. Per la Capitale un bilancio “in nero” quindi, con tutte le centraline ben al di sopra dei valori massimi consentiti dalle legge per troppi giorni all’anno: sono, infatti, ben 608 le occasioni di superamento complessivi dei valori di legge, un numero che non ha alcun valore ma che attesta come ci siano stati in diverse zone della città ed in diversi giorni magari, continui superamenti dei limiti stabiliti dalla Legge. Solo negli ultimi 20 giorni, i superamenti nella Capitale rendono l’idea della grave situazione d’inquinamento in cui vivono i cittadini romani: la centralina di Corso Francia per ben 21 giorni consecutivi (dal 13 novembre al 4 dicembre) ha superarato il valore di 50 microgrammi al metro cubo (con un picco di 88 microgrammi al metro cubo registrato il 2 dicembre). Sempre negli stessi giorni è stato registrato dalla centralina “Fermi” il valore più alto fra tutte le centraline (98 microgrammi al metro cubo). Situazione grave anche a Villa Ada che il 2 dicembre ha registrato 78 microgrammi/metro cubo. Anche confrontando i due ultimi anni, e considerando che alcune centraline sono state in manutenzione per alcuni periodi, emerge una situazione sostanzialmente stabile per le polveri in città, con un dato preoccupante nella centralina di Villa Ada: infatti questa, collocata in mezzo al parco di Villa Ada a misurare il fondo urbano, quest’anno ha già raggiunto i 37 giorni di superamento dei limiti, superando per la prima volta in assoluto questo limite stabilito dalla normativa.
<La situazione di grave inquinamento in cui versa la nostra regione e in particolare la capitale, richiede un intervento urgente, come dimostrano i dati raccolti dalle centraline negli ultimi due anni-ha commentato Cristiana Avenali Direttrice Legambiente Lazio-.In questo senso, il caso della centralina di villa Ada è esemplare: per la prima volta in assoluto è stato superato il limite imposto dalla normativa anche in mezzo al grandissimo parco romano, il livello di inquinamento per le PM10 infatti risulta aumentato del 117,6 % nell’ultimo anno. E’ necessari quindi adottare dei provvedimenti urgenti, che vanno dai blocchi programmati del traffico estesi anche ai diesel, alle targhe alterne, che funzionano ma dovrebbero essere estese all’intera giornata e in contemporanea nelle diverse città fuorilegge per le pm10, ma anche le domeniche a piedi utili per sperimentare nuovi provvedimenti. E’ importante inoltre incentivare con più forza la mobilità sostenibile, sfruttando quelle opportunità come il Car Sharing, un servizio che conta oltre 300 iscritti e più di 1000 potenziali in lista d’attesa -continua Avenali-. E’ il momento giusto per portare fuori dalla fase sperimentale questo servizio di condivisione dell’auto, che consente di ridurre le auto private in circolazione (10 per ogni auto condivisa) e i gas inquinanti dal 30 al 50% per ogni automobilista che passa al Car Sharing>
<Con l’allarme smog in tutto il Lazio, che minaccia la salute dei cittadini, incrementando ricoveri e mortalità, serve una nuova strategia regionale che rilanci la lotta all’inquinamento-dichiara Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio-.Bisogna lavorare per spostare la domanda di mobilità, rinunciando a progetti assurdi come l’autostrada Roma-Latina, utilizzando quel miliardo di Euro per affrontare il nodo dei 386 Km a binario unico delle nostre ferrovie. Anche il piano di risanamento dell’aria deve finalmente vedere la luce, per permettere di recuperare soldi dall’UE per affrontare questi temi. Allo stesso tempo non si può permettere che per centinaia di giorni all’anno lo smog sia fuorilegge senza che accada quasi nulla, bisogna accelerare sulla limitazione del traffico privato a Roma e nel Lazio>.
Le proposte di Legambiente Lazio
Dall’analisi di questa situazione le chiavi di intervento sono secondo Legambiente Lazio: rilancio della cura del ferro, sia con treni metropolitani che con tram, limitando ulteriormente il traffico privato, pedonalizzando ampie parti della città, avviando nuova ZTL, intervenendo sul trasporto delle merci, potenziando i controlli.
1. Bisogna spostare i soldi dagli investimenti per le strade al trasporto sul ferro, per eliminare nella nostra regione i 386 Km di rotaia a binario unico, il 39 % del totale, raddoppiando la Cesano Bracciano, Lunghezza Guidonia la Campoleone Nettuno e realizzando la chiusura dell’anello ferroviario e la bretella ferroviaria sud a Roma, rilanciando così con vigore la cura del ferro nella nostra Regione, eliminando l’inutilei progettoi dell’Autostrada Roma-Latina;
2. Serve una legge obiettivo per le città, vincolando almeno il 25% della spesa nazionale per le opere pubbliche nel settore dei trasporti alla realizzazione di reti per il trasporto rapido collettivo nella città dando priorità ai mezzi a trazione elettrica (tram, metropolitame, filobus), investendo quindi sul trasporto pubblico;
3. Vanno create nuove corsie preferenziali protette per il mezzo pubblico: a Roma dopo la protezione dei 103 km già esistenti ora subito altri 900 km per arrivare ad un totale complessivo di 1.000 km di preferenziali protette;
4. Va approvato il piano regionale di risanamento dell’aria, stabilendo misure a carattere regionale per tutelare la salute dei cittadini.


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