Sovraffollamento carceri, a settembre dati sempre allarmanti

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ROMA – Ancora forte preoccupazione per il sovraffollamento nelle carceri italiane e per la condizione lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria. Ad esprimerla il Segretario Generale Aggiunto della Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino. I dati nazionali del sovraffollamento dei detenuti sono allarmanti come illustrano le statistiche del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria): al 30 settembre 2015 in 197 Istituti Penitenziari, distribuiti su tutto il territorio nazionale, vi sono 52.294 detenuti presenti (di cui 2.120 donne, 17.251 stranieri e 697 in semilibertà) a fronte di una capienza regolamentare pari a 49.585 unità e 2.709 sono i detenuti eccedenti.
Per quanto riguarda i 14 istituti della Regione Lazio, sottolinea il Segretario Costantino, “i reclusi presenti sono 5.723 (451 in più rispetto ai 5.272 della capienza regolamentare) e quelli che soffrono maggiormente il sovraffollamento sono: CC Cassino; CC Frosinone; CC Latina; NC Civitavecchia; CCF Rebibbia; NC Rebibbia; CC Regina Coeli; CC Velletri a causa dell’apertura dei c.d. reparti ad osservazione psichiatrica che ha generato criticità sulla gestione di determinati detenuti; inizialmente erano curati presso gli OPG, ora però non rientrano in quei soggetti gestiti dalle strutture c.d. REMS. Ciò comporta delle criticità per i vari Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, in caso di invio detenuti presso strutture ospedaliere esterne e anche sul servizio sanitario penitenziario che è gestito dalla Regione Lazio; basta vedere quanto sta accadendo nel carcere di Frosinone dove addirittura in un nuovo padiglione manca un presidio di primo soccorso, a causa di rimpalli tra le varie amministrazioni interessate.” Per la Fns Cisl Lazio la situazione rappresentata è preoccupante. Pertanto, conclude Il Segretario, “se non viene ridotto il sovraffollamento nelle carceri difficilmente si potrà migliorare sia la condizione detentiva dei detenuti sia quella lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria.”

Antonella Marrucci

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