Sotto l’egida dell’Onu gli italiani Caschi blu della cultura

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ROMA – L’idea è italiana e gli uomini che la applicano sono tutti italiani. Saranno già pronti ad intervenire nelle prossime settimane i Caschi Blu della Cultura composti da 30 specializzatissimi carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio della Benemerita a cui si uniranno, a secondo delle circostanze, altre 30 preparatissime figure professionali provenienti dall’Istituto Centrale del Restauro e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Insomma come a dire tre nostre grandi eccellenze nazionali che godono di grande stima e considerazione internazionale. L’accordo in proposito e l’inerente protocollo è stato firmato ieri presso l’Aula X delle Terme di Diocleziano dal nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal Direttore Generale dell’UNESCO (“braccio operativo” ONU per la Cultura) Irina Bokova alla presenza dei ministri Dario Franceschini (Beni Culturali), (Esteri), Roberta Pinotti (Difesa) e Stefania Giannini (Istruzione) e del generale Tullio Del Sette Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. A questo primo nucleo di pronto intervento potranno aggiungersi, a secondo delle circostanze, alcuni professori universitari che si sono già resi disponibili come detto dal ministro Giannini. All’evento, seguito in loco da oltre 160 giornalisti italiani e stranieri, fra gli intervenuti erano anche presenti il Presidente della Commissione Cultura ed Istruzione del Parlamento Europeo Silvia Costa e l’onorevole Francesco Rutelli che, a suo tempo come ministro dei Beni Culturali, già ipotizzò una sorta di task force del genere ma con tutte le modalità e le figure attinenti le quali all’epoca erano ancora da mettere a fuoco, elaborare e definire. Fra l’altro in questa occasione è stato anche firmato dal sindaco di Torino Piero Fassino, dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, alla presenza del Direttore Generale dell’UNESCO Irene Bokova, anche il Protocollo d’Intesa che istituisce a Torino il Centro Unesco Itrech (International Training and Research Center of Economies of Culture and World Heritage) che avrà il compito di assistere l’Unesco nell’attuazione della sua agenda ma anche e soprattutto di organizzare corsi di formazione e attività di ricerca in difesa del patrimonio culturale. I Caschi Blu della Cultura interverranno, con determinate modalità, solo su specifica chiamata dell’ONU e comunque non saranno impegnati in azione su fronti di guerra, ma saranno invece operativi in situazioni di disastri naturali o conflitti armati ma solo nella fase iniziale e in quella di stabilizzazione, con compiti operativi e di training per proteggere il patrimonio culturale. L’Italia è prima al mondo nella World Heritage List nel possesso dei Siti UNESCO Patrimoni Mondiali dell’Umanità, tutti le riconoscono una primazia assoluta in ambito culturale e quindi è giusto, e quasi consequenziale, che eserciti questa sua indiscussa leadership mettendo in campo, a disposizione dell’ONU e quindi di tutte le nazioni del mondo, un’altra sua eccellenza assoluta che in questo caso si esplicita tramite i suoi validissimi Caschi Blu della Cultura. D’altronde “una nazione è viva quando è viva la sua Cultura”, quanto è vera e realistica questa bellissima frase scritta in arabo ed in inglese: “A nation stays salive when its culture stays alive” su di un drappo di tessuto appeso, come segno di sfida, sopra l’ingresso del Museo Nazionale dell’Afghanistan a Kabul che, sopravvissuto a stento dagli innumerevoli saccheggi e distruzioni, è riuscito a salvaguardare il proprio patrimonio grazie anche all’intervento, manco a dirlo, di bravissimi e coraggiosi restauratori italiani.

Arnaldo Gioacchini

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