Nuovo modello contrattuale artigianato e piccole imprese, ieri la firma in casa CNA

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ROMA – “E’ un accordo storico, che mette un punto fermo sul valore della rappresentanza, dà più forza alla bilateralità e garantisce maggiore competitività al nostro sistema produttivo”: Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, commenta così l’accordo siglato ieri sul nuovo modello contrattuale dell’artigianato e delle piccole imprese. Una firma messa nero su bianco, insieme ai sindacati e ad altre associazioni, proprio in casa CNA, ieri a Roma.
L’accordo interconfederale sulle linee guida per la riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali rappresenta una rivoluzione, nata dopo nove mesi di lavoro: da qui escono infatti una serie di testi da cui scaturiranno nuove regole per i rapporti di lavoro nelle imprese, il contrasto al dumping contrattuale, il riconoscimento politico della rappresentanza dell’artigianato e delle imprese fino a 49 dipendenti. Si parla di un mondo che conta 2,9 milioni di imprese con oltre quattro milioni di dipendenti.
Cosa prevede l’accordo? La premessa è che la ripresa passa dal rilancio della competitività. Per questo le parti sociali avranno un ruolo centrale, con relazioni sindacali più snelle. I contratti collettivi nazionali di lavoro vengono razionalizzati passando da 9 a 4, con accorpamenti nelle seguenti macro aree: manifatturiero, servizi, edilizia e autotrasporto. Due i livelli di contrattazione: quello nazionale, che garantisce trattamenti economici e normativi comuni, e l’altro territoriale/aziendale, in grado di modificare in parte anche quanto stabilito a livello nazionale. Al sistema della bilateralità viene garantita più forza su ammortizzatori sociali, formazione continua, welfare e sanità integrativa, salute e sicurezza. Novità sulla rappresentanza: per la prima si arriverà alla sottoscrizione di un’intesa per misurare la rappresentatività e confermare il peso della rappresentanza ai sindacati di settore.
C’è anche una parte che riguarda la detassazione: lo scopo è quello di aumentare la produttività, riconoscendo ai lavoratori un peso minore della tassazione sui premi.

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