Listeria nei minestroni Findus, ecco i lotti incriminati

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Come già anticipato per primo in Italia dallo “Sportello dei Diritti”, anche il Ministero della Salute rilancia l’allerta alimentare che ha coinvolto diversi lotti di minestrone surgelato del colosso alimentare “FINDUS”, per la potenziale contaminazione da Listeria monocytogenes.

Anche questa volta – dichiara il Presidente dello Sportello dei Diritti Giovanni D’Agata – un’allerta alimentare che si pensava circoscritta ad altri paesi della UE, purtroppo coinvolge pure l’Italia che con inspiegabile ritardo cerca di sopperire all’ennesimo allarme per la tutela della sicurezza alimentare attraverso 14 comunicati diramati di domenica. Tale inerzia, ci ricorda la recente vicenda delle uova al ‘Fipronil’ che la nostra associazione per prima aveva ritenuto sollevare per la fondata preoccupazione, dapprima smentita proprio dal Ministero della Salute nostrano, che si era in realtà rilevata fondata, costringendo lo stesso dicastero a tornare sui suoi passi ed ad ordinare attraverso l’autorità sanitarie una miriade di sequestri”.

Come si legge nei 14 comunicati pubblicati ieri, domenica 8 luglio, sul sito del dicastero, i prodotti in questione sono Minestrone Tradizione 1 KG (lotto L7311, L7251, L7308, L7310, L7334); Minestrone Tradizione 400g (L7327, L7326, L7304 e L7303); Minestrone Leggermente Sapori Orientali 600g (L7257, L7292, L7318, L8011) e per ultimo Minestrone Leggeramente Bontà di semi 600g (L7306). Il minestrone surgelato richiamato è stato prodotto da C.S.I. Compagnia Surgelati Italiana Spa via Caterina Troiani n 7 nello stabilimento di via Appia km 55,300 Città Cisterna Di Latina per FINDUS.

La listeria monocytogenes è un batterio che può facilmente entrare a contatto con ortaggi e verdure, così come può infettare gli animali attraverso la sua ingestione. Gli alimenti a rischio contaminazione devono essere portati ad alte temperature alle quali il batterio non sopravvive.

A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D’Agata raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto medesimo lotto di appartenenza, di non consumarlo. Nel caso il prodotto sia stato consumato da donne in gravidanza si consiglia di consultare immediatamente un medico.

“In ogni caso – conclude – ci auguriamo che d’ora in poi il nostro Ministero della salute possa attivarsi con la solerzia necessaria quando si presentano casi analoghi, perchè anche poche ore di ritardo nella comunicazione delle allerte alimentari possono causare conseguenze pregiudizievoli sulla platea dei consumatori”.

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