La Puglia apre la strada nella lotta contro la meningite B

0
158

L’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia annuncia l’introduzione nel Calendario vaccinale della vaccinazione anti-meningococco B: la Puglia sarà la prima Regione italiana, con la Basilicata, a completare la copertura vaccinale per tutti i cinque sierogruppi della meningite meningococcica. L’introduzione del vaccino anti-meningococco B è una priorità anche nel Lazio, dove si registrano tra i 30 e i 50 casi di meningite meningococcica ogni anno, numero sottostimato a causa delle tecniche di accertamento della diagnosi utilizzate.
Il meningocco B è responsabile di oltre 6 casi su 10 di meningite meningococcica in Italia ed è un’infezione particolarmente temuta perché si manifesta all’improvviso in persone sane, soprattutto nei bambini nei primi mesi di età e può portare al decesso entro 24-48 ore. L’unica arma di prevenzione è la vaccinazione: per questo motivo si auspica che le altre Regioni seguano presto l’esempio ‘virtuoso’ della Puglia.  Al riguardo Alberto Villani, primario di Pediatria e Malattie infettive, Ospedale Bambino Gesù di Roma afferma: “La notizia che arriva dalla Puglia è molto positiva, ma d’altro canto dimostra ancora una volta che in Sanità non c’è equità nel nostro Paese, e i vaccini ne sono un esempio. È ovvio che le vaccinazioni rappresentano l’unico strumento valido per difendere la popolazione e in particolare i bambini dalle malattie infettive, ma la regionalizzazione della Sanità è un enorme problema. La Commissione vaccini della Regione Lazio non ha ancora dimostrato una sufficiente sensibilizzazione su questo problema e sulla vaccinazione anti-meningite B nello specifico: ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile.Nel Lazio si registrano circa 30-50 casi l’anno, non tutti per fortuna ad esito infausto. I dati però sottostimano l’entità del problema: abbiamo le tecnologie che ci consentirebbero di conoscere esattamente il germe e il sierogruppo, ma non tutti i laboratori sono all’avanguardia. Proprio per questo motivo il vaccino diventa fondamentale. Per il momento – conclude Villani – l’obiettivo è non mollare la guardia e di mantenere il più possibile sotto controllo la malattia, la cui diffusione potrebbe essere abbattuta drasticamente se la vaccinazione arrivasse a coprire il 90-95% della popolazione”

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY