Il 2019 sarà l’anno del “Turismo lento” e di Matera capitale della Cultura europea

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“Come il 2016 è stato l’anno nazionale dei Cammini, il 2017 l’anno nazionale dei Borghi ed il prossimo 2018 l’anno del Cibo Italiano, il 2019 sarà l’anno del Turismo Lento”. Lo ha affermato il ministro dei Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini, in occasione della presentazione dell’Atlante Digitale dei Cammini, il nuovo portale del MiBACT dedicato a chi vuole viaggiare in Italia a passo lento. Dice Franceschini: “Il 2019 Anno del turismo lento sarà un ulteriore modo – ha aggiunto Franceschini – per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo. Investire sul turismo sostenibile  è una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”. Non è affatto da dimenticare che nel 2019 l’Italia annovera, oltre tutto, Matera, con i suoi splendidi Sassi, come Capitale Europea della Cultura e quindi chi vorrà visitare il nostro Bel Paese in chiave di “turismo lento” non potrà esimersi dall’andare a vedere questo “gioiello” della Basilicata che va gustato veramente passo dopo passo non dimenticando che nel 1993 i Sassi di Matera (scavati nella calcarenite) sono divenuti anche Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Fra l’altro gli insediamenti umani di Matera risalgono addirittura al paleolitico ed hanno attraversato tutte le epoche storico – archeologiche fino a giungere al periodo del Cristianesimo quando la città si improntò a forti elementi religiosi (splendide le affrescate chiese rupestri) evolvendosi man mano a questo credo religioso fino a quando, nel medioevo, si iniziò a dotare di tutta una serie di grandi e belle chiese fra cui la maestosa cattedrale. Vale la pena di ricordare che la capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione Europea, che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale e, facendo ciò, la loro visibilità internazionale. L’iniziativa nacque come “Città Europea della Cultura” e venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei Ministri della UE su iniziativa di Melina Merkouri (famosa attrice di teatro e cinema), che ricopriva, all’epoca, l’incarico di Ministro della Cultura nel governo greco. Non a caso la prima Città Europea della Cultura fu proprio, nel 1985, Atene ( una scelta comunque più che giusta considerando la storia e l’impatto con il conseguente lascito culturale, storico, filosofico e sociale che questa città ha donato non solo all’Europa ma a tutto il mondo intero – n.d.r.). Da allora l’iniziativa ha avuto sempre più successo ed un crescente impatto culturale e socio-economico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città scelte. Subito dopo Atene fu Firenze nel 1986 a fregiarsi di tale titolo che durò fino al 1999 (quando fu insignita la tedesca Weimar) quando si passò, nel 2000, alle Capitali Europee della Cultura con varie città – ben nove ( poi il titolo venne sempre dato al massimo a due/tre città insieme) che ebbero questo titolo, fra cui la nostra Bologna e l’islandese Reyhjavik. Italia che replicò il riconoscimento anche nel 2004 con Genova fino a giungere appunto a Matera (che lo condividerà con la bulgara Plovdiv) nel prossimo 2019, mentre nel 2018 le due città titolate saranno Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta). Per l’Italia, come Stato potenzialmente candidato, poi se ne riparlerà solo nel 2033 poiché è già stato stabilito l’ordine degli stati candidati; mentre fino al 2022 già sono stati scelti i relativi stati con le loro città che riceveranno questo prestigioso titolo che nello specifico sono: Nel 2020 Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda), e poi nel 2021 Timi?oara (Romania), Eleusi -Grecia-(memento “i misteri Eleusini” risalenti a 3.500 anni fa – n.d.r.) e Novi Sad (Serbia) ed appunto le città già definite per il 2022 che sono Kaunas in Lituania ed Esch-sur-Alzette in Lussemburgo. Comunque,anche in questo caso, come per i Siti UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, l’Italia risulta prima vantando fra le Città Europee della Cultura e le Capitali Europee della Cultura 4 titoli (in condominio con la Spagna) mentre per quanto concerne i Siti UNESCO,come è noto, è prima, in solitario, con 53 riconoscimenti.

Arnaldo Gioacchini

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