“Grandangolo”. Stessa spiaggia, stesso mare e stessi problemi

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CIVITAVECCHIA – “Stessa spiaggia, stesso mare” cantava Mina nel ‘63 quando le città in estate si spopolavano e intere famiglie affollavano le spiagge. Quanto tempo è passato e soprattutto quante cose sono cambiate. Il boom economico degli anni sessanta è ormai un ricordo lontano che ha lasciato il passo ad una crisi profonda e, se gli esperti dicono il vero, è paragonabile o anche peggiore rispetto a quella del ’29. Siamo ormai agli sgoccioli dell’estate 2015 ed è tempo di bilanci per i proprietari degli stabilimenti balneari del nostro litorale. Per capire come è andata, la nostra rubrica “Grandangolo” ha voluto fare il punto della situazione con gli operatori locali, in particolare con coloro che anche quest’anno hanno tentato l’impresa di garantire una offerta balneare sulla Marina e sul Lungomare.

Tutto sommato, ci riferiscono, il bilancio 2015 è positivo: buona l’affluenza di pubblico che ha potuto godere di strutture ricettive adeguate, in cui si è cercato di offrire il massimo confort, grazie a buoni servizi di spiaggia, oltre a divertimenti e impianti sportivi adatti per ogni tipo di età. Ma poteva andare molto meglio, ci dicono tutti, con una certa amarezza tanto che alle nostre domande rispondono con riluttanza se non con mesta rassegnazione: ogni anno per coloro che svolgono questo tipo di attività, concentrata in pochi mesi,  incrementare le presenze negli stabilimenti è molto difficile perché possono contare solo sulle proprie capacità e sul passaparola della clientela abituale; ma non sui servizi.

Puntualmente, affermano i titolari degli stabilimenti, all’inizio di ogni stagione si ripropongono gli stessi problemi: “la totale mancanza di servizi di trasporto o navette in grado di condurre i turisti dal porto alla costa e nel territorio dove numerose strutture potrebbero ben accoglierli”, tanto che alcuni hanno addirittura pensato di attrezzarsi autonomamente con propri pullman; e “l’indifferenza degli attuali amministratori come dei precedenti, rispetto alle esigenze di questo settore che ha molteplici professionalità, il cui rilancio potrebbe offrire interessanti opportunità di crescita alla micro economia della città”. “Ancora una volta non sappiamo cogliere l’occasione – sostengono – così la città e i civitavecchiesi rimangono fermi al palo ad assistere allo sciamare dei turisti con le loro capacità di spesa dalle navi di crociera verso la vicina stazione ferroviaria con destinazione finale Roma e i suoi monumenti.”

Antonella Marrucci

 

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