“Grandandolo”. Tra drammi e violenze, il prezioso aiuto del “Telefono Rosa”

0
250

CIVITAVECCHIALa violenza contro le donne non dà tregua: ne danno il triste annuncio le cronache di tutti i giorni, nazionali ed estere. E’ trasversale e senza confini, colpisce il genere femminile di tutte le età e di ogni estrazione sociale. Per questo è denominata violenza di genere senza distinzioni di sorta. E’ un filo conduttore che accomuna il destino di tante donne: in qualsiasi momento un familiare, un amico fidato, un fidanzato può trasformarsi in un nemico, un aguzzino e proprio la dimensione familiare, rende questa violenza fra le più odiose. Tuttavia questo filo può essere interrotto, se non lasciamo sole le donne ad affrontare questo dramma e le aiutiamo, attraverso l’ascolto, ad uscire dal tunnel dell’isolamento in cui la violenza necessariamente conduce.

La Consulta delle donne del Telefono Rosa, nata nel 1988 a Civitavecchia e fondata, fra le altre, dall’attuale Presidente, Elisa Aceto, fa esattamente tutto ciò: aiutare le donne vittime della violenza a trovare finalmente soluzioni ai loro problemi, parlando con le volontarie esperte dell’Associazione. Per fare luce su questo tema così delicato la rubrica “Grandangolo” ha voluto intervistare Amelia Ciampa, volontaria del Telefono Rosa, per conoscere meglio questa importante associazione, i suoi contenuti, le attività e gli obiettivi futuri.

Tanto per rompere il ghiaccio non poteva mancare la classica domanda di rito: Chi è Amelia Ciampa? “Un’insegnante in pensione, volontaria del Telefono rosa che si occupa della difesa dei diritti delle donne sin dal 1995. Tra alterne vicende l’Associazione ha cambiato più volte sede: all’epoca del Sindaco Barbaranelli, grazie a una delibera del consiglio comunale, quale riconoscimento dell’importanza del servizio svolto, ci fu assegnata una sede a Campo dell’Oro a titolo gratuito; successivamente con la giunta Moscherini siamo state sfrattate da Campo dell’Oro e siamo finite in Via Fusco (ex scuola elementare), in un sottoscala di un solo  locale. Qui – continua –  dobbiamo sostenere il costo dell’affitto, della Tari, salvo quello della linea telefonica, trattandosi di una linea del Comune. Ancora oggi con l’attuale giunta, per mancanza di fondi comunali, continuiamo a pagare”.

Dalle parole di Ciampa emergono anche altre difficoltà. “Oltre alle spese del locale, vi è anche la mancanza di spazi adeguati per le volontarie e le donne che si rivolgono all’Associazione. Spesso accade che se le donne devono parlare con la psicologa o l’avvocato dei loro problemi personali non sanno dove andare, perché vi è un’unica stanza; così le volontarie  sono costrette ad uscire e a sospendere le loro attività di ascolto. Tutto questo è controproducente e inaccettabile.” “Sarebbe auspicabile – continua – avere un locale più grande per ovvi motivi di riservatezza delle donne ed essere sollevate dal pagamento delle spese della sede, visto che il servizio delle volontarie  è assolutamente gratuito. Vorremmo, inoltre, che anche a Civitavecchia si aprisse una casa famiglia come quella di Tuscania, avendo già personale pronto per farlo.”

Tante sono le donne che si rivolgono al Telefono Rosa, riferisce la Ciampa. “Donne di qualsiasi età ed estrazione sociale alle prese con separazioni difficili unite alla violenza fisica e psicologica. Per questo motivo ci chiedono aiuto, per superare questi momenti delicati specialmente quando nella coppia vi sono anche figli minori. Per fare la volontaria in questa Associazione occorre avere la giusta preparazione che ti permetta di capire la sostanza della crisi, per affrontarla nel migliore dei modi con soluzioni reali, non basta la buona volontà. Al Telefono Rosa lavorano gratuitamente come volontarie – precisa –  anche due donne avvocato e una psicologa che offrono fino a tre interventi gratuiti; poi le donne vengono avviate a interventi a pagamento e per coloro che hanno difficoltà economiche possono rivolgersi al Patrocinio gratuito dello Stato”.

Nel futuro dell’Associazione, annuncia Ciampa, il 1° novembre 2015 la società Liberty Athletic ha organizzato la prima edizione della Maratona del Mediterraneo, una gara podistica che passerà anche per Civitavecchia, con l’obiettivo di sostenere il Telefono Rosa, devolvendo a suo favore tutto il ricavato delle iscrizioni. Proprio per questo nel concludere, Amelia invita tutte e tutti a partecipare numerosi, “per sostenere le donne in grave difficoltà, dimostrando così grande sensibilità e umanità verso quei problemi che spesso la società ignora e le istituzioni ancora sottovalutano”.

Antonella Marrucci

  • Share/Bookmark
SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY