Miranda Martino e Mario Pirovano al Teatro Boni di Acquapendente

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ACQUAPENDENTE – La stagione del Teatro Boni di Acquapendente, diretta da Sandro Nardi, prosegue senza sosta con ben cinque spettacoli in nove giorni. I primi due, nel prossimo fine settimana, hanno come protagonisti Miranda Martino e Mario Pirovano.
Sabato 3 dicembre, alle ore 21, l’attrice torna in scena con “Me ne infischio!”, un viaggio teatrale-musicale di David Norisco. Miranda Martino, che sarà sul palco con Valentina Martino Ghiglia ed Edoardo De Piccoli, interpreta se stessa, come attrice e cantante. Una giornata qualunque in un teatro per una prova, prima della prima. Una storia surreale e divertente che si svolge su un vero palcoscenico dove tre generazioni si incontrano e si confrontano. Una Miranda “vera” e due attori con tanti sogni nel cassetto e che vorrebbero realizzare, o perlomeno avere la possibilità di sperimentare e capire veramente, cosa significhi “fare teatro” e vivere di quel lavoro, anche se in famiglia si sono sentiti sempre ripetere che “con il teatro non si mangia”. Uno spettacolo originale diretto da Sandro Nardi, che attraverso una regia dinamica, caratterizzata da azioni veloci che fanno da contrappunto al passare del tempo, crea lo scenario in cui l’entusiasmo dei due giovani si confronta con l’esperienza e l’umanità della protagonista, che come nessun altro sa ascoltarli e capirli. Un allestimento semplice in cui la musica di Miranda Martino condurrà lo spettatore a ripercorrere e a rivivere un periodo indimenticabile della storia della canzone melodica italiana. “Me ne infischio!” vuole essere la metafora dell’accoglienza, del coinvolgimento, del confronto e della collaborazione tra generazioni.
Domenica 4 dicembre, alle ore 17.30, il Boni renderà un tributo a Dario Fo con Mario Pirovano in “Mistero buffo”, l’opera più famosa del grande maestro recentemente scomparso, di cui Pirovano è stato allievo e attore prediletto e con cui ha collaborato per anni. Lo spettacolo, che già era in cartellone prima della morte di Fo e prodotto da C.T.F.R. srl di Jacopo Fo, si rifà all’opera teatrale presentata per la prima volta come giullarata popolare nel 1969, un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei Vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Per anni Dario Fo ha condotto ricerche sulla cultura popolare indagando su testi in lingua volgare, in latino ed in lingue neolatine. Li ha tradotti, riscritti, riadattati fino a dar loro una chiave teatrale, sotto forma di giullarate. I giullari recitavano nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. Un mistero buffo è uno spettacolo grottesco, una rappresentazione che nasce dal popolo, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Riproposto dal 1969 ad oggi in oltre 5.000 allestimenti in Italia e all’estero e viene ormai considerato un classico del Novecento. Numerose sono le giullarate che compongono “Mistero buffo”, Pirovano ne presenta quattro: “La fame dello Zanni”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” e “Bonifacio VIII”. Lo spettacolo è uno straordinario impasto comico-drammatico. I continui richiami all’attualità, che fanno da cornice ai quattro brani, svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di riflessione e anche di incontenibile comicità.

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