La pianista Michelle Candotti in concerto – Sabato 27 ore 18 all’Auditorium S. Maria in Gradi

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Sabato 27 ore 18 all’Auditorium S. Maria in Gradi

VITERBO – il concerto di sabato 27 all’Università della Tuscia prevede la presenza ancora una volta di una pianista di talento, Michelle Candotti, vincitrice del concorso pianistico nazionale di Viterbo 2015. Il concerto si svolgerà, nell’ambito della XI stagione concertistica pubblica dell’anno accademico 2015-2016, all’interno dell’Auditorium di S. Maria in Gradi con inizio alle ore 18.

Il programma è dedicato a composizioni di musicisti di primissimo ordine, beniamini dei pubblici di tutto il mondo, da Chopin, del quale verranno eseguiti la Ballata n. 2 op. 38, il Notturno op. 48 n. 1 e la Sonata n. 2 op. 35 a Enrique Granados, di cui si potrà ascoltare una pagina da ”Goyescas” a Debussy e a Liszt dei quali saranno interpretati, rispettivamente, ”L’isle joyeuse e Après une lecture du Dante” da ”Anni di pellegrinaggio – Italia”.

Michelle Candotti, livornese, nata il 18 maggio 1996, a soli 14 anni si è diplomata con il massimo dei voti sotto la guida della professoressa Laura Palmieri. Ha partecipato con successo a numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali. Ha vinto la sezione pianoforte del concorso internazionale Riviera della Versilia; il premio ”Best Chopin and Scriabin” nell’ambito del premio internazionale Ibla Foundation a Ragusa; è stata vincitrice della XV rassegna migliori diplomati d’Italia anno 2010-2011, tenutasi a Castrocaro; ha vinto la sezione pianoforte al concorso Alessandro Pavia a Piacenza. E’ arrivata seconda ex-equo (primo non assegnato) e ha avuto il premio del pubblico al ”Madesimo International Piano Competition”; seconda e premio del pubblico al ”XV Premio Pianistico Internazionale A. Scriabin”; seconda, premio per la più giovane finalista e medaglia del Senato italiano al XXIII concorso pianistico internazionale Chopin ”Roma” e a soli 17 anni è arrivata nella finale solistica del 59° concorso pianistico internazionale ”Ferruccio Busoni”.

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