“Aperitivo Culturale” a Ladispoli: le scrittrici incontrano il pubblico

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LADISPOLI – L’estate di Ladispoli si colora di rosa e si arricchisce di cultura e storie umane. Debutta infatti una iniziativa promossa dall’Associazione senza fini li lucro “Passione Sentimento Azione” (e patrocinata dal Comune di Ladispoli), dal titolo Aperitivo Culturale.
Tre venerdì di luglio, il primo ed ultimo venerdì di agosto (poi si continuerà a settembre), presso la caffetteria giardino dell’Hotel Villa Margherita, alle ore 19 verrà presentato un libro con la presenza dell’autrice e di relatori di altissimo livello, per un confronto aperto con il pubblico. L’ingresso è libero e gratuito. Chi lo vorrà, potrà abbinare un aperitivo, non incluso.
La scelta è stata quella di iniziare con un ciclo di libri al femminile, che tuttavia non riguardano solo le donne, ma tutta la struttura sociale e la cultura dei nostri tempi.

 

Primo libro il 6 Luglio: “Le Difettose”

Eleonora Mazzoni, attrice e scrittrice, racconta la storia di una donna di 39 anni, ricercatrice di letteratura latina all’Università, un compagno amorevole, una vita serena, che vuole un figlio, ma non riesce a restare incinta ed inizia così il suo viaggio attraverso i centri di procreazione assistita. Il libro racconta l’umanità che affolla questi centri: donne di ogni età ed estrazione sociale, le storie profonde dei loro compagni, le storie di quelle vanno all’estero, i rapporti tra queste donne e le proprie madri, con medici e infermieri freddi e a volte cinici, con amici e parenti che quasi si aspettano che tu faccia un figlio. Il rapporto quasi esclusivo che si crea tra queste donne, il loro gergo, le loro ansie. La maternità è un diritto? a qualunque costo e a qualunque prezzo? L’ossessione della maternità può diventare dipendenza? Una donna che non diventa madre è portata a sentirsi difettosa, condannata al rimpianto, all’incompletezza? O il gesto sacro di donare la vita può’ essere inteso anche come donarsi agli altri con compassione? L’inseminazione artificiale ripetuta sino allo stremo è un gesto d’amore o di egoismo? Non daremo risposte, ma molti spunti di riflessione.

 

Secondo Libro il 13 Luglio: “Interruzioni”

Non è un libro che parla di interruzioni di gravidanza, come il titolo potrebbe far pensare. Anzi. Camilla Ghedini, giornalista, racconta di rapporti tra madri e figli, interrotti per diverse ragioni.

Quattro storie:

– la rinuncia volontaria alla procreazione (“amo me stessa e il figlio che non ho. E non l’ho perché lo amo”). Una donna lucidamente difende la sua scelta di non mettere al mondo un figlio ai nostri giorni . Una interlocutrice allineata agli schemi sociali dominanti le risponde “E’ impossibile non amare i figli” e lei: “Se fosse così, dovrebbe essere impossibile odiare i genitori. Eppure succede”.
– Una infanticida in carcere, che in modo scioccante e diretto racconta, senza negare le sue responsabilità, la vita prima e dopo un delitto tanto efferato. “Rimango una madre, perché ho partorito”. E fa da specchio alla parte oscura di ogni donna a cui la maternità ha sottratto un po’ di sensualità, di rapporto giocoso con il partner, che non la guarda piuùcome amante ma solo come madre dei suoi figli.
– Una donna malata terminale di cancro ma appagata di quello che è stata e che ha avuto, che ha scelto di morire “intatta” rifiutando la chemio, si congeda mentalmente da sua madre, in un monologo struggente che ripercorre anni di incomprensioni. “Ma perché, mamma, se la vita è cosi’ brutta, hai fatto dei figli?” E’ la parte umanamente più toccante del libro.
– Una lettera ad un bambino mai nato, in versione ipotetica. La protagonista non è mai rimasta incinta, né ha mai perso la sua bambina, né la ha abortita. La ha semplicemente desiderata ed immaginata, nei giorni durante un ritardo. E le scrive. Raccontandole la vita, le cose che avrebbe voluto insegnarle e trasmetterle. La vede come avrebbe potuto essere e come avrebbe voluto che fosse. Guidandola attraverso le cose della vita, in quella trasmissione matriarcale antica come il mondo.

 

Terzo libro 27 Luglio: “Lo stato di Dio”

Silvia di Giacomo, giovane gemmologa bolognese, ci propone il suo romanzo d’esordio. Una storia di ambientata in un ipotetico 2031, nel Nuovo Stato Pontificio d’ Italia. Tre anni prima, il papa è stato ucciso in un sanguinoso attentato, a seguito del quale gli italiani hanno scelto di abbandonare la Repubblica e diventare uno stato confessionale cattolico. In un’Europa stravolta da attentati islamisti e da ondate di immigrati disperati, l’Italia sceglie un governo che bandisce libertà sino ad allora date per scontate (la ricerca scientifica, la convivenza, l’omosessualità, il divorzio, la scelta di non avere figli, l’emancipazione femminile). Forse le giovani generazioni che non hanno combattuto per conquistare queste libertà, le stanno dando per scontate e non le stanno difendendo, lasciandosele sottrarre poco a poco? Saranno degli amanti clandestini a sfuggire e a salvare il mondo? E’ l’amore è il massimo gesto di libertà?

 

Quarto libro il 3 Agosto: “La principessa e il cantastorie”

Laila Scorcelletti insegnante elementare ed animatrice del gruppo di musica tradizionale Le Maghe, propone sotto forma di una fiaba moderna la storia delle storie: il percorso iniziatico di un giovane uomo che impara la vita mentre insegue la donna dei suoi sogni. Un racconto fantastico intercalato da toccanti poesie autobiografiche ed un finale a sorpresa: il giovane, raggiunto il castello della principessa, lo riconosce come “un luogo terribilmente splendido, come la verità”, la cui essenza vitale lo spaventa. Il luogo dove “dove immobili si viaggia e il pensiero crea le azioni” dove “l’amore si incontra e inventa la vita”. L’eterno femminino (la luna) ed il maschile (il sole) si incontrano e si amano, solo per “un eterno istante”.

 

Quinto libro il 31 agosto: “Bomarzo: la dea nel suo giardino”

Caterina Luisa De Caro è una docente di filosofia e storia insignita della massima onorificenza della Comunità Europea (Tributo all’eroismo femminile Eudonna) per la sua decennale attività culturale e divulgativa. Questo libro si inserisce nella sua collana di saggi sui giardini filosofici esoterici ed iniziatici (la Scarzuola, il Trono delle Streghe ed appunto Bomarzo). Riscopre quel sapere che nel 1550 un fine esoterista ed alchimista, Vicino Orsini, nascose (o rivelò?) nel suo Bosco Sacro. Un cammino iniziatico messo a disposizione dell’adepto che voglia addentrarsi nei Misteri della Tradizione, l’insegnamento universale rivolto a coloro che vogliono raggiungere la conoscenza interiore.

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