Violenze dei coloniali francesi nel 1944: “70 casi anche nel viterbese”

0
286

VITERBO – Il quotidiano “Avvenire” ha pubblicato ieri la notizia che la Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, nel 1944, dai soldati delle truppe coloniali inquadrati nel Corpo di Spedizione Francese.

Sono le vicende passate tristemente alla storia con il termine di “marocchinate”. Di questo orrore riferì lo scrittore Alberto Moravia nel suo libro “La Ciociara” (nella foto), dal quale venne tratto il film di Vittorio de Sica che valse l’Oscar all’attrice Sophia Loren.

La decisione del procuratore militare Marco De Paolis è scaturita da una denuncia presentata dalla “Associazione nazionale vittime delle marocchinate o goumiers” e dal suo presidente Emiliano Ciotti, per il tramite dell’avvocato Luciano Randazzo.

Il giornalista Silvano Olmi ha compiuto un’approfondita ricerca sull’argomento, che presto potrebbe diventare un libro, e ha accertato settanta violenze in provincia di Viterbo.

“Gli stupri e le violenze contro la popolazione civile non furono circoscritti alle province di Frosinone e Latina. Questi episodi iniziarono con lo sbarco in Sicilia, proseguirono in Campania e in parte della provincia di Roma, nel viterbese e nel senese e in parte della provincia di Grosseto – afferma Olmi – Il veloce passaggio del fronte di guerra preservò in parte la popolazione viterbese dalle violenze di questa soldataglia. Ho visionato documenti e raccolto testimonianze su 70 casi di donne violate dai coloniali francesi, truppe composte da marocchini, tunisini, algerini e senegalesi. La più giovane aveva 12 anni, la più anziana 70. Alcuni pagarono con la vita l’essersi opposti fisicamente agli stupri, come Abele Mezzetti, macellaio, massacrato il 20 giugno con una raffica di mitra mentre cercava di difendere la figlia da una violenza carnale, Ada Andreini e un bambino di cinque anni, uccisi entrambi il 23 giugno 1944 nei pressi della loro fattoria nelle campagne tra Montefiascone e Bolsena, e il diciottenne Luigi Carloni, ucciso a fucilate senza un motivo dai marocchini il 14 ottobre 1944. Spero che la Procura militare ampli le sue indagini – conclude Olmi – per accertare quanto accadde nel 1944 anche nella Tuscia.”

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY