“Città metropolitana: un altro anno da due in pagella”

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ROMA – Fine anno, tempo di bilanci in Città metropolitana a guida 5 stelle. In verità per elencare le cose fatte, basta una mezza paginetta. Un Ente umiliato dall’assenza di governo della Raggi e della sua squadra. Da un anno esatto è senza Vicesindaco, visto che Fucci è stato cacciato proprio il 29 dicembre del 2017. La stessa Sindaca si è vista pochissimo a Palazzo Valentini, forse per mero caso in un Consiglio. Ha prodotto 170 Decreti, in gran parte debiti fuori bilancio. Lo stesso Consiglio ha votato 73 Delibere in un anno, nessun atto significativo, a parte il Bilancio.

Manca completamente una visione sul ruolo della Città Metropolitana, a partire dall’adozione e l’aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, che è atto di indirizzo per l’Ente. Strettamente correlato al piano è il processo di definizione delle zone omogenee, che potrebbe essere la dimensione adeguata per gestire e governare in maniera ottimale la programmazione e l’erogazione dei servizi.

Abbiamo votato all’unanimità proprio nell’ultimo Consiglio, la nostra mozione per la costituzione di questo fondamentale tassello, anche per arrivare all’elezione diretta del Sindaco metropolitano. Vedremo se seguiranno i fatti. Per il resto si lavora solo sull’emergenza dalle strade interrotte per frane, alle scuole insicure. I pochi tecnici rimasti, ai quali va tutto il nostro sostegno, si fanno in quattro per provare a dare risposte alle tante richieste. E tante ne restano inevase. D’altronde nulla ha fatto la Raggi per difendere i finanziamenti messi nel Bando delle periferie, o per richiedere nuovi investimenti nella legge di Stabilità.

Gravissima inoltre l’assenza sul tema dei rifiuti. Lo stesso Ministro e altri esponenti grillini hanno chiesto che il Consiglio Metropolitano deliberi con un confronto politico e non solo tecnico sulle cosiddette “aree bianche”. Ma i 5 Stelle romani non ne vogliono sentir parlare, perché emergerebbe nero su bianco il disastro capitale della non programmazione capitolina. Piuttosto hanno provato il blitz di Natale, per nominare un direttore generale, costo annuo poco meno di 200.000 euro, scelto direttamente dalla Sindaca. Insomma, anche qui spira forte il vento del cambiamento !

 

Il gruppo Consiliare di centro sinistra “Le Città della Metropoli”

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