Santa Marinella: da tenuta agricola a salotto sul mare

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SANTA MARINELLA – Presentato lo scorso 1 febbraio, presso la Biblioteca comunale, il volume di Andrea Cotticelli “Beatrice Orsini Sacchetti la regina nera nella Roma papalina del XIX secolo”, edito da De Luca Editori D’Arte. L’iniziativa ha inaugurato la rassegna “I Venerdì del Racconto” e sono intervenuti l’autore del libro Andrea Cotticelli, l’Assessore alla Cultura Ivana Della Portella e la Direttrice della Biblioteca Cristina Perini.

Come è stato ricordato nel corso della presentazione, la storia di Santa Marinella cambiò drasticamente nella seconda metà del XIX secolo con l’arrivo della marchesa Beatrice Sacchetti nata principessa Orsini (1837-1902) che trasformò questa solitaria tenuta agricola sul litorale laziale in un luogo di villeggiatura aristocratica e salotto mondano.

Discendente di una delle più illustri e antiche famiglie d’Italia, Beatrice era la figlia del Senatore di Roma e Principe Assistente al Soglio Pontificio, nipote del più ricco banchiere dell’Urbe, moglie del Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici. Donna affascinante e di carattere, punto di riferimento per tutta la nobiltà romana, alla dissoluzione dello Stato Pontificio prese a cuore la causa del Pontefice, manifestando con fierezza la sua fedeltà e devozione al Papa e alla Santa Sede, tanto da meritarsi il titolo di “Regina Nera”.

Nel 1877 Beatrice, in occasione di una visita al fratello principe Filippo Orsini, allora affittuario della tenuta, rimase così profondamente colpita dalla bellezza incontaminata del luogo che chiese ed ottenne dal fratello in subaffitto l’imponente edificio sul mare dell’Osteria o Posta Vecchia risalente al XVI secolo, per potervi passare qualche spensierato periodo di villeggiatura con la sua numerosa famiglia. E così tutto ebbe inizio.

Infatti, i marchesi Sacchetti seppero da subito apprezzare tutti i benefici che un soggiorno a Santa Marinella poteva offrire: dal rilassante riposo sulla spiaggia semideserta alle gite in barca, dalle cavalcate lungo le rive ai refrigeranti bagni di mare ma soprattutto i tonificanti svaghi sportivi, in primo luogo la caccia e la pesca.

Un decennio più tardi Beatrice convinse il marito Urbano a procedere all’acquisto, il 2 agosto 1889, dell’Osteria o Posta Vecchia con terreno annesso per una superficie complessiva di mq 3.775 al prezzo di Lire 25.000 dal principe Baldassarre Odescalchi, nuovo proprietario della tenuta. Beatrice diventava così a Santa Marinella signora di un’ampia residenza vista mare, senza pretese architettoniche, che si affrettò a trasformare in Villa Sacchetti, una grande dimora aristocratica con un lussureggiante parco pronta ad accogliere da aprile a settembre non solo la numerosa famiglia ma anche ospiti di riguardo appartenenti alla Corte Pontificia e alla Curia Romana, che con la loro presenza confermavano il ruolo di “Regina Nera” che Beatrice esercitava anche al di fuori delle mura di Roma.

La Villa Sacchetti di Santa Marinella, oltre a luogo ideale per la villeggiatura familiare, divenne subito un vivace salotto sul mare dove si discuteva di argomenti di frivola mondanità ma anche di profondo contenuto socio-politico che tenevano banco nella Roma umbertina. L’aspetto informale che caratterizzava il salotto offriva a Beatrice anche l’occasione di fare nuove conoscenze, consolidare il suo ruolo predominante tra la nobiltà e allo stesso tempo combinare matrimoni. In questa dimora infatti sbocciò l’amore tra Francesca Guglielmi di Vulci e Franco Sacchetti, figlio di Beatrice; e il premio Nobel Guglielmo Marconi vi conobbe sua moglie Maria Cristina Bezzi Scali, nipote di Beatrice.

La marchesa Beatrice Sacchetti grazie alla sua opera e al suo ruolo è da considerarsi pertanto una pioniera di quella villeggiatura al mare che sarebbe poi esplosa a Santa Marinella nel XX secolo.

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