Quel Civitavecchiese che spiccò il volo

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CIVITAVECCHIA – L’uomo ha sempre sognato di volare cercando di imitare gli uccelli e, attorno a ciò, si vennero a creare varie leggende. Nel Rinascimento il genio ed inventore Leonardo Da Vinci teorizzò con disegni tecnici alcuni macchinari in grado di farlo, come il paracadute, l’antenato dell’elicottero e macchine volanti. Un sogno che fu realizzato il 19 settembre del 1783 dai fratelli Mongolfier, usando come passeggeri alcuni animali. Questo venne ricordato da tutti come il primo tentativo di volo con una Mongolfiera. Alcune ricerche da me effettuate su fonti autorevoli, fanno risalire il primo tentativo di volo ad un italiano che, a proprie spese, realizzò una macchina. Il protagonista di questa storia è il gesuita Padre Andrea Grimaldi da Civitavecchia, che nel 1751 ne effettuò uno oltremanica, dalla Francia al Regno Unito.

Nell’indice degli Annali d’Italia troviamo che un religioso civitavecchiese, un certo “Grimaldi (Andrea), fu inventore di una macchina per volare”. Con grande stupore andiamo a pagina 42 del volume e riportiamo testualmente (1): “D’un italiano arrivato a Londra, che si pubblicò come il più bel talento dell’Universo. Costui, che si disse essere un Religioso di Civitavecchia di nome Andrea Grimaldi capitò a Londra di ritorno dall’Indie orientali; aveva egli una macchina la più stupenda, di cui serviva per alzarsi da terra, e far de’ lunghi giri per l’aria; in una parola, per volare. La macchina consisteva in una cassa di curiosissimo lavoro, che gli era costato, per quanto se ne scrisse di là, quattordeci anni di fatica, essa col mezzo di alcune ruote, ed ordigni come quelli di un orologio, si alzava nell’aria, e si moveva con tal rapidità, che si arrivava a fare con essa un viaggio di sette leghe all’ora. Il più bello si era, che l’ingegnoso inventore aveva vestita la cassa da uccello con ali, e coda formare delle più vaghe, e rare penne di augelli, cogli occhi di cristallo, ed il rostro di un corno diafano, e curioso di un becco Arabico. Con questi occhi, che si movevano, e con un rostro si gentile la testa era così ben fatta, ch’era una meraviglia. Nulla dico de’ pezzi di sughero, della cartapecora, delle budella di Gatto, delle ossa di Balena, che concorrevano a formare la prodigiosa struttura di quella macchina, dirò solo, che non potendo durare il suo moto, più di tre ore, sul finir di quelle le ali si andavano dolcemente, e grado a grado chiudendo, ed allora l’artefice si lasciava gentilmente calare a terra per posarla sopra i propri piedi, e rimontar gli ordigni, e prender novamente il volo, che non si assicurava però mai di erger troppo in alto persuaso, che ad ogni piccola slogatura degli ordigni correva un gran rischio di rompersi il collo.”

Chi era in realtà questo gesuita? Sono andata a ricercare ulteriori informazioni sul Dizionario Biografico Universale (2). Riporto testualmente la breve descrizione sul Grimaldi: “Gesuita da Civitavecchia; tornato dalle missioni orientali, fece una macchina areostatica in forma d’aquila con la quale transitò, dirigendone regolarmente il corso, da Calais a Londra nel 1751. Tale fatto è attestato dal Milizia nelle vite degli architetti e, per quanto noi sappiamo, non contrastato da alcuno.”

La sorpresa per questa scoperta mi ha indotto ad effettuare altre ricerche ancora su chi fosse questo personaggio ed ho consultato un’opera dello stesso Francesco Milizia, vissuto tra il 1725 ed il 1798. Detto autore era “scrittore d’arte considerato il più rigoroso teorico del neoclassicismo” (Enciclopedia Treccani), tra i suoi campi di competenza è annoverata l’architettura. Francesco Milizia teorico scrisse (3): “Volare davvero era quello del Padre Andrea Grimaldi da Civitavecchia, il quale se ne venne dalle Indie Orientali con una meravigliosa macchina di sua invenzione, effigiata in forma d’Aquila, a cavallo di cui egli volò nel 1751 da Calais a Londra, facendo sette leghe per ora, dirigendo il volo or su, or giù, e da qualunque parte gli piaceva.”

Sara Frwsi

Fonti bibliografiche:

(1) Muratori Lodovico Antonio (1789) Annali d’Italia dal princio dell’era volgare sino all’anno MDCCL, Roma, pag. 42-43.

(2) Dizionario biografico universale, le notizie più importanti sulla vita e sulle opere degli uomini celebri; i nomi di regie e di illustri famiglie; di scismi religiosi; di parti civili; di sette filosofiche, dall’origine del mondo fino a’ dì nostri. Vol. III, Firenze, David Passigli Tipografo-Editore, pag. 84.

(3) Milizia Francesco (1785), Memorie degli architetti antichi e moderni, Bassano, pag. 131.

 

 

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