“Paesaggi di luce”. Stelle e… stalle

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Dopo una lunga pausa torno a segnalarvi in ordine sparso alcune cose a mio parere interessanti che mi è capitato di scovare nel mondo della fotografia e dell’arte, sperando di suscitare il vostro interesse e dandovi lo spunto, magari, per pianificare una visita.

PHOTOARK a ROMA
National Geographic promuove l’ennesima proposta fotografica a tema naturalistico: nella sala abitualmente dedicata alle rassegne fotografiche dell’Auditorium di Roma potete visitare fino al 22 aprile lo spettacolare lavoro di Joel Sartore, celebre firma della testata.
Il grande Joel, dopo aver ritratto più di 7400 specie in cattività ci offre un estratto significativo del suo impressionante archivio, ancora in fase di completamento visto che nelle sue intenzioni ci sarebbe il proposito di fotografare tutte le 12.000 specie attualmente ospitate negli zoo e nel centri similari di tutto il mondo. Non mancano alcuni scatti di primati raccolti anche al Bioparco di Roma.
L’intento della mostra, non originale ma certamente benemerito, è quello di attirare l’attenzione sulle innumerevoli specie a rischio, presentando un quadro globale, immediato e tangibile, dell’attuale situazione.

A female crowned lemur (Eulemur coronatus) at the Cleveland Metroparks Zoo.

Consiglio a tutti ed in particolare ai ragazzi di vederla per il motivo più banale possibile: le fotografie sono davvero belle. Stampe di altissima qualità e di grande formato, confezionate con la consueta, ineccepibile cura del N.G. La magnificenza delle stampe affascina ma per fortuna non distoglie dall’aspetto più significativo della mostra stessa, la ripresa in cattività e ciò che rappresenta. Diversamente da quanto avviene nel tradizionale reportage naturalistico, Sartore realizza veri e propri ritratti “in studio” che non solo ci mostrano lo splendore del mondo animale ma rivelano ancora di più quel tangibile senso di inquietudine che il loro sguardo riesce a comunicare; uno sguardo a volte impaurito, a volte curioso, talvolta diretto nei nostri occhi o più spesso rivolto malinconicamente altrove, ma sempre testimone di un disagio che nell’ambito del progetto fotografico sembra uscire dalla specifica costrizione della gabbia per assurgere a simbolo di una crisi a scala planetaria.
A corredo della mostra troverete un supporto digitale per consultare l’intero archivio di Sartore ed una video-installazione interattiva, molto divertente ed originale, dove i visitatori possono vedersi inseriti in diretta all’interno di uno scenario insieme ad alcuni animali selvaggi che sembrano gradire molto la visita. I bambini apprezzeranno.
http://www.auditorium.com/eventi/mostre

CONCORSO SKYTRAILS 2017: I VINCITORI

Questo concorso made in Italy ci offre uno scenario aggiornato ed emblematico dello straordinario livello tecnico offerto dalla fotografia digitale che ha reso possibile risultati strabilianti soprattutto in campo astronomico. Con le pellicole analogiche era impensabile riprendere paesaggi notturni e cielo stellato con un unico scatto e ottenendo la medesima resa in termini di luce. Solamente l’elasticità tecnica che oggi abbiamo a disposizione, sia in fase di scatto che di montaggio, grazie ad una strumentazione davvero potente anche quando è di livello amatoriale, ci consente di realizzare immagini impressionanti.
La tecnologia digitale oggi consente di comporre riprese notturne esaltando la luminosità del cielo stellato, altrimenti quasi invisibile all’occhio umano, grazie alla sommatoria di numerosi scatti in grado di amplificare a livello esponenziale la brillantezza della volta celeste. Ma è anche possibile sovrapporre a questi fondali già suggestivi anche ulteriori elementi di primo piano come paesaggi naturali o architettonici notturni, magari valorizzati da particolari giochi di luce indotti manualmente con l’ausilio, ad esempio, di torce notturne o dei fari delle auto. Si tratta di una tecnica artificiosa come è artificiosa l’immagine prodotta grazie a questo complesso lavoro di photo-editing ma sta alla sensibilità dell’autore conferire la maggiore naturalezza possibile ad una fotocomposizione che richiede un difficile lavoro di progettazione ed un’esecuzione molto paziente. Ogni scatto, comunque, è storia a sé. I più curiosi potranno leggere per ogni foto premiata tutti i dati tecnici.
Gli astrofotografi contemporanei sono un po’ come dei pittori del cielo che trovano la massima espressione del loro talento nella scelta di una lunga serie di parametri estetici e tecnici con i quali dosare luci e colori. Non a caso nella giuria del concorso, organizzato dal CISA (Centro Ibleo Studi Astronomici) in collaborazione con l’UAI (Unione Astrofili Italiani), figurano quattro giovani specialisti, i componenti del gruppo italiano Pictores Coeli, che conosco bene, tra loro anche l’astrofilo di Civitavecchia Marco Meniero, tutti già affermatisi a livello internazionale con pubblicazioni e riconoscimenti di prestigio, facendo di questa interpretazione la propria motivazione operativa. Ma guardate le foto del concorso, alcune sono davvero splendide. (nell’immagine di copertina la foto vincitrice nella sezione Skyscape, “My dream”, di Enrico Righetti)
http://www.centroibleostudiastronomici.it/Skytrails2017/galleria.html

Buon anno a tutti, possibilmente avvolto da una luce speciale.

 

Michele Galice

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