“Paesaggi d’Arte”. Le lezioni di Tom Jacobi

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TOM JACOBI è un fotografo davvero formidabile di cui apprezzo molte cose, a cominciare dallo stile vigoroso che veste in modo trasversale tutti i generi della sua produzione. L’ultimo progetto intitolato GREY MATTER(S) è frutto di una lunga ricerca svolta nell’arco di quattro anni che il fotografo tedesco di Bonn ha trascorso in giro per il mondo. Potete apprezzare questo affascinante lavoro in una pubblicazione disponibile su internet che fa da catalogo ad una bella mostra inaugurata da poco a Vienna all’interno di una galleria privata. La serie è articolata in tre sezioni ma sono più che altro variazioni sullo stesso tema che l’autore ha uniformato dal punto di vista estetico.

 

 

 

 

 

Il comune denominatore di tutte le immagini contenute nel progetto è il tema del paesaggio che Jacobi interpreta con un morbido bianco e nero; una suggestiva esaltazione di bellissimi scenari rocciosi, ghiacciati e di natura selvaggia. Le sue sono autentiche visioni crepuscolari colte lungo quella magnifica linea di confine tra giorno e notte chiamata ora blu, attimo di autentica magia per qualunque fotografo. In questo specifico lavoro l’autore ha portato a compimento un lungo percorso basato su una progressiva rinuncia al colore, una ricerca ragionata e funzionale alla caratterizzazione di un progetto estetico ben definito. Nel suo caso potremmo senz’altro parlare di ora grigia, quella che in mancanza di luci nette e assolate è in grado di restituirci la gamma più ampia possibile delle tonalità di grigio.  Ma la sua è più che altro una desaturazione che ci lascia percepire un’evanescente quanto significativa reminescenza cromatica.

Come molti critici hanno già scritto l’opera di Jacobi può senz’altro essere collocata, con le dovute proporzioni, sulla scia dei grandi maestri del bianco e nero, a cominciare da Ansel Adams al quale potremmo accostarlo per la delicata ampiezza tonale, passando per Salgado che invece si è sempre espresso con maggiori ruvidezza e drammaticità, finendo, secondo me, con Michael Kenna: del grande artista inglese Jacobi ricorda il raffinato minimalismo compositivo che personalmente trovo entusiasmante.

 

 

 

 

 

Guardate tutte le immagini della trilogia: GREY MATTER(S) contiene i bellissimi paesaggi crepuscolari di cui parlavo mentre INTO THE LIGHT è un compendio di giochi luminosi e di riflessi molto suggestivi. La mia preferita è THE LIGHT WITHIN, un’avvincente commistione di   nudi e natura all’insegna della sensualità: corpi atletici e flessuosi, simbolo di bellezza, dinamismo, vigore, coinvolti in una danza con le pieghe della terra, traccia di dinamiche ben più grandi e dipanate nel tempo offerte, però, ai nostri occhi con gli stessi pregi estetici dei corpi, espressioni diverse della stessa materia, quella di madre natura. Una vera lezione di fotografia. http://www.tomjacobi.de/home/

 

A cura di Michele Galice

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